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Tanto dolce quanto inaspettata. Il gol di Barrientos nel finale di Lecce-Catania ha esaltato l’attaccamento ai forum e ai social network dei sostenitori catanesi, che nella sera di sabato scorso hanno potuto festeggiare il ritorno alla vittoria dei rossazzurri in trasferta dopo sette mesi, nonché l’ottava affermazione nelle ultime 108 partite lontano dal “Massimino”.
VINCERE ANCHE IN TRASFERTA L’ultimo dato rimane impetuoso, ma proprio di fronte a questo i tre punti conquistati a Lecce costituiscono un motivo in più per esultare a soprattutto dare a questo risultato un significato particolare, considerandolo un giro di chiave per la ricerca e l’ottenimento costante di risultati utili, che non siano soltanto i pareggi, fuori dalle mura amiche.
PRENDERE E PORTARE A CASA Molti hanno riconosciuto una prestazione a livello di gioco sottotono, contro un avversario che con un pizzico di precisione e lucidità in più avrebbe potuto confezionare la beffa prima del gol della vittoria rossazzurra. A fronte però delle diverse, troppe partite condotte ampiamente alla pari con l’avversario di turno in trasferta ma poi perse o pareggiate immeritatamente, i tifosi hanno individuato stavolta un altro elemento virtuoso nei rossazzurri, ovvero la capacità di trovare una soluzione vincente che fruttasse il massimo risultato possibile, al di là della meritevolezza o meno di esso. Molte considerazioni, tuttavia, vertendo sulle tre nitide occasioni sciupate da Delvecchio e Gomez, puntualizzano come la partita avrebbe avuto un andamento ben più favorevole se queste fossero state sfruttate a dovere.
BARRIENTOS C’è però un elemento su tutti che tra il sabato sera e la domenica è stato nelle grazie della maggior parte del popolo rossazzurro. Si tratta del match winner Pablo Barrientos, la cui perla dal limite è stata non solo apprezzata come gesto che è valso la vittoria, ma anche consacrata come il segno della bontà tecnica di questo giocatore, da molti nominato e chiesto in campo anche nei suoi bui momenti con Giampaolo. La classe tecnica indiscutibile di questo giocatore ha sempre mandato in visibilio parte del popolo etneo, che ha sempre creduto in lui e ‘sindacalizzato’ per un suo posto da titolare anche a fronte del frequente prevalere della sua indolenza e della sua non idoneità a scendere in campo secondo Montella, a cui è stato dato il merito di dare lo spazio dovuto all’argentino, contrariamente ad uno dei suoi predecessori, Giampaolo.
DOPO I PRO, I CONTRO... Vi è anche chi, però, è rimasto cauto sullo stesso fantasista argentino, mettendo in guardia dai facili entusiasmi e suggerendo di aspettare altri suoi riscontri positivi prima di parlare del suo acquisto e della sua permanenza a Catania come di una scommessa vinta. Dopo alcune settimane di “beatitudine”, Gennaro Delvecchio ha dovuto incassare, anche se non nelle proporzioni dell’anno scorso, il sapore della critica, soprattutto per le due clamorose palle-gol sprecate nel primo tempo.
Vige adesso come un imperativo vero e proprio continuare a far tesoro degli insegnamenti incassati nella gara con il Chievo, vincendo la gara di domenica prossima in casa, nell’anticipo delle 12.30, contro il Cagliari.