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Il mercato del Catania sembra aver già riservato tutte le sorprese possibili, con la squadra che resta solo in attesa dell’inizio di stagione per mostrare il suo reale valore e vedere sul campo l’operato effettivo degli uomini mercato. Dagli acquisti effettuati, questa potrebbe essere la stagione della consacrazione per la società etnea che di anno in anno punta a migliorarsi infrangendo record su record.
Tra i tanti calciatori coinvolti in questa sessione estiva del calciomercato c’è anche il “Papu” Gomez che è stato ceduto agli ucraini del Metalist Kharkiv, dopo una lunga trattativa non andata in porto con l’Atletico Madrid. La punta argentina rossazzurra è stata per tre anni il vero punto di riferimento della squadra etnea, il vero e proprio “top-player” societario. Con la cessione del “Papu”, le responsabilità e soprattutto la chiave di volta del gioco etneo andranno a ricadere sulle spalle di Barrientos.
Sembrava quasi dover smettere, “el pitu”, quando nel 2009 subisce un gravissimo infortunio al ginocchio con conseguente lunghissimo stop. La ripresa non è delle migliori, dato che dopo qualche mese dall’operazione c’è stata la necessità di andare a intervenire nuovamente per ricostruire il legamento crociato. La voglia di continuare a praticare lo sport da sempre amato e la classe infinita non hanno permesso a Barrientos di gettare la spugna, e anzi le difficoltà lo hanno reso più forte di prima. Finalmente a fine stagione del 2009 indosserà la maglia rossazzurra, di quella società che ha investito su di lui il massimo capitale fino ad allora speso per un giocatore (4 milioni di euro) e che passo passo lo ha aspettato e coccolato come un figlio. Dopo un prestito all’Estudiantes nel 2011, si riprenderà la casacca rossazzurra e da allora non la toglierà più di dosso.
Nella scorsa stagione, “el pitu” ha accusato un po' di discontinuità qualitativa e mentale soprattutto nella parte centrale del campionato, dovuta alle voci insistenti di un suo imminente addio e di un mancato rinnovo contrattuale. Quando i fattori esterni si placarono, Barrientos, tornò a sfoggiare tutto il suo repertorio, regalando ai buongustai di calcio delle prelibatezze. Incredibile il suo match contro il Pescara, in chiusura di campionato: quando da solo e palla al piede svariava da lungo in largo dimostrando di essere un vero e proprio talento paragonabile in certi sensi a Messi.
La responsabilità di essere un “top-player” potrebbe pesare in questa stagione, anche perché Barrientos dovrà fungere da regista avanzato e smistare più palloni possibili verso le punte e sfornare giocate di partita in partita. Questa stagione potrebbe letteralmente consacrare il giocatore o al contrario, ma comunque sia rimarrà sempre un piccolo grande talento rossazzurro.