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La vittoria ottenuta ieri pomeriggio dal Catania in casa del Genoa, la seconda stagionale lontano dal “Massimino”, attira sul gruppo rossazzurro una confortante quantità di pareri positivi da parte della critica. 32 punti in 21 gare sono un bottino corposo, leggermente superiore alle aspettative, ma il momento dei confronti e dei bilanci sarà il finale di stagione.
Ad impressionare adesso, piuttosto, è la capacità di questo gruppo di adattarsi ad ogni situazione, di esaltare i propri valori tecnici nell’interiorità di ciascun giocatore con umiltà, responsabilità, moderazione, consapevolezza, propensione al sacrificio. Un miscuglio di fattori semplice da spiegare e capire, ma terribilmente difficile da fare proprio e applicare concretamente in ogni aspetto della vita quotidiana.
Lungi dal cadere nell’esagerazione, scadere nell’idolatria e alimentare falsi miti, il modo in cui questo gruppo raggiunge dei risultati in determinate situazioni può contenere realmente parte di quella valenza comunicativa che si accosta sempre al più allo sport del calcio. E si badi che nella definizione di gruppo non consideriamo soltanto l’organico dei giocatori, ma anche lo staff tecnico guidato da Rolando Maran, faticatore con una filosofia diffusa non con i discorsi ma con gli atteggiamenti, e una dirigenza testimonial come poche altre dell’equilibrio e della precisione.
Un messaggio chiaro, scevro da ogni tono celebrativo, entusiastico o suggestivo: per andare avanti, in ogni ambito, bisogna porsi degli obiettivi, inquadrare i propri limiti, superarli, individuare altri limiti e superare anche quelli, e così via. Un moto interiore continuo, che non deve mai arrestarsi, che dà energia alle gambe, alla mente e allo spirito. Tutto senza mai montarsi la testa dopo i successi e abbattersi nelle difficoltà.
Per molti è stato possibile apprendere questo messaggio anche ieri. Con quattro assenze pesanti, i rossazzurri hanno retto l’onda d’urto di un Genoa fragile e disperato per la difficile situazione di classifica, approcciando al meglio una gara evidentemente delicata alla vigilia e parando e rispondendo nei momenti opportuni.
Sopra la sufficienza tutto il collettivo, mentre l’intuito, l’intelligenza tattica e la quantità in fase di copertura hanno moltiplicato il prodotto del talento di Barrientos: gara di grosso spessore agonistico la sua, unita a due giocate determinanti per il risultato finale, quali la pregevole apertura per Gomez alla base dell’azione del vantaggio e il delicato piatto mancino sul secondo palo per la chiusura dei giochi.
La partita di domenica prossima contro la Fiorentina assume a questo punto un’importanza ancora maggiore: Gasparin ha già dichiarato di attendersi una buona affluenza sugli spalti, per un match da molti considerato come indicativo per la corsa in Europa. In realtà le competizioni continentali, ad oggi, sono fuori dalla portata degli etnei, ma nulla toglie che contro i viola dell’ex Montella ci sarà un altro esame importante, per la propria stoffa e per le proprie ambizioni. E per crescere sempre di più, nella direzione di diventare grandi.



