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Un altro sabato pomeriggio. Un'altra vigilia piena di cautele e battute speranzose. Un'altra dolce serata. In termini di classifica un pareggio non vale mai quanto una vittoria, ma sul piano del morale e soprattutto del gioco la partita contro l'Inter di due sabati fa e quella contro la Fiorentina di avanti ieri possono e devono essere considerate come segmenti di una stessa linea.
A PICCOLI PASSI... Una linea che Vincenzo Montella e tutti i suoi ragazzi hanno cominciato a tracciare nel primo giorno di ritiro a Torre del Grifo in estate. Una linea non completamente retta, non perfetta, con qualche ondulazione anche brusca, ma mai spezzatasi. La linea del vivere alla giornata, di lavorare con ordine e senno e di trarre il meglio dalle proprie gambe in ogni situazione che si presenti. La linea del progresso, del non accontentarsi mai e della continua fame che una squadra come il Catania, con la grinta e l'aggressività nel Dna, non può non avere.
... ANCHE I PROGRESSI PRIMA IMPENSABILI ARRIVANO Come scritto sopra, sul piano puramente statistico tre punti sono sempre più di uno; ma la partita del 'Franchi' lascia in eredità indicazioni ancora più positive del colpaccio con l'Inter. Negli ultimi anni dopo il ritorno in A non si è vinto molto contro le grandi, ma sono state messe in difficoltà. Dopo il pari con la Juve e l'altro colpaccio di due anni prima, la vittoria e prima ancora la superba prestazione con l'Inter avevano sorpreso poco, nonostante il fattore inedito del fardello psicologico della necessità di fare punti, che contro le grandi non aiuta mai. Sorprende invece vedere i rossazzurri giocare alla pari e guadagnare punti contro una squadra storicamente indomabile sul suo terreno, senza patire minimamente l'ebbrezza di una grande prestazione precedente.
WORK IN PROGRESS La condotta non impeccabile della difesa in occasione dei due gol è l'unica pecca significativa a livello di meccanismi di squadra, in cui appunto il reparto arretrato, complice anche il numero di indisponibilità mai così alto negli ultimi anni, deve ancora perfezionarsi. Per il resto squadra compatta, intelligente, capace di tirare la coperta quando c'era bisogno e sciogliere le briglie quando opportuno.
CULLARSI MAI, ARRENDERSI NEANCHE Il tutto con una buona dose di personalità, incarnata nella figura di Gennaro Delvecchio, esempio lampante di come, con il lavoro sul campo e l'impegno continuo, si possano sconfiggere le difficoltà e avere un proprio spazio. Esempio che non dovrebbe trascurare Barrientos, che dopo settimane di lontananza dal campo e di perplessità sul suo rendimento in allenamento è stato buttato nella mischia (e a ragione) da Montella. E che dovrebbe risollevare Catellani, ragazzo determinato e di prospettiva, sulla cui prestazione insufficiente di avanti ieri pesano i due gol falliti tra finale di primo tempo e avvio di ripresa.