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Ultimo appuntamento dell'anno con il Borsino della Serie A, che vi ridà appuntamento al 2011. Andiamo a vedere chi sale e chi scende al termine della 17^ giornata.
Chi sale
Napoli, la zona Mazzarri è oramai una garanzia. Ennesimo successo in extremis per gli azzurri, pronti a trascorrere le festività da pretendenti allo scudetto. Cavani continua a deliziare la platea con reti tanto spettacolari quanto pesanti sul piano dei risultati. Il nuovo film targato De Laurentiis è arrivato nelle sale: Natale al "San Paolo".
Lazio dalle sette vite. I biancocelesti sconfiggono l'Udinese in un match dai mille colpi di scena e si confermano alle spalle del Milan. Ancora una volta decisivi Hernanes e Biava, veri pilastri di questa prima metà di campionato. Se Reja si trova ai piani alti lo deve anche a questi due giocatori tra loro diversissimi, ma uniti da un rendimento eccellente.
Roma, la vendetta dell'ex va gustata fredda. E Marco Borriello non c'ha pensato due volte ad assaporare il sapore dello sgarbo ai vecchi compagni del Milan, decidendo la sfida che riporta i giallorossi in corsa per il tricolore. Un plauso a Ranieri per la scelta di lasciare fuori Totti, nelle ultime settimane apparso più un peso che un valore aggiunto.
Sarà un Maxi Natale in casa Catania. I rossazzurri si aggiudicano il confronto salvezza con il Brescia, ritrovando bomber e vittoria in un solo colpo. La classifica sorride, anche se la strada verso i quaranta punti è ancora molto lunga.
Il Cesena torna a sorridere. L'ultima dell'anno conferma a tifosi e addetti ai lavori che i romagnoli di Ficcadenti lotteranno sino all'ultimo per rimanere in massima serie. Un Jimenez in forma come quello che ha deciso da solo l'anticipo contro il Cagliari, potrebbe facilitare il compito alla simpatica squadra mascotte della Serie A 2010/11.
Chi scende
Milan anticipatamente in vacanza. Gli uomini di Allegri steccano l'ultima gara dell'anno, regalando ai propri tifosi una sconfitta che renderà meno digeribile il panettone. Il ko contro la Roma riporta alla ribalta un refrain tanto caro alle concorrenti per la vittoria finale: quando Ibra non gira sono dolori.
Juventus, stavolta la zona Cesarini porta male. A Verona i bianconeri vedono sfumare il successo a pochi istanti dalla campanella dell'ultimo giorno di scuola, scivolando al quarto posto. In ottica scudetto si tratta di un'occasione persa, specie alla luce del successo della Roma a "San Siro".
Palermo brutto e sfortunato. I rosanero non riescono andare oltre l'1-1 contro un Bari in versione malato terminale. La cattiva stella di Pastore si sta rivelando una zavorra più pesante del previsto: la manovra ne risente e con essa la classifica. Ma anche la buona sorte sembra non assistere la formazione di Rossi, costretta al pari anche da un rigore quantomeno discutibile.
Passo indietro per il Cagliari. Al "Manuzzi" i sardi disputano una gara scialba, uscendo meritamente sconfitti dall'impianto cesenate. Dopo una battuta d'arresto di questo tipo, staccare la spina potrebbe costituire un toccasana in grado di restituire vigore ed entusiasmo a una squadra che dall'avvento in panchina di Donandoni si era sempre ben comportata.

