



Palermo-Latina: precedenti, ultime notizie e probabili formazioni
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Altra gara lontana dalle mura amiche, altra sconfitta. La peggiore delle ipotesi si è fatta sostanza tramutandosi in realtà: il Palermo torna a mani vuote dalla doppia trasferta giallorossonera, smaterializzando con due prove deprimenti, seppur per motivi differenti, i sogni di gloria coltivati dai tifosi nelle scorse settimane.
Se la gara di Milano era stata archiviata alla voce “black out”, contro una Roma tutt’altro che irresistibile la squadra di Mangia poteva e doveva ottenere di più. Le non certo sporadiche palle gol capitate sui piedi dei siciliani meritavano ben altra sorte, ma ancora una volta i bombardieri del plotone d’esecuzione a tinte rosanero hanno dimostrato di avere le polveri bagnate.
Sezionando in prestazioni singole la prova dell’undici palermitano, annotiamo la prima bocciatura, seppur parziale, per Giulio Migliaccio. La valutazione, nel complesso, non è insufficiente, ma l’errore marchiano nell’occasione che permette a Lamela di fare bella figura alla prima davanti al suo nuovo pubblico non può non essere rimarcato. Siamo sicuri, però, che il Vin Diesel rosanero tornerà ben presto sui suoi livelli.
Restando in tema di note dolenti, anche questa settimana ci ritroviamo costretti a dedicare un capitolo a Josip Ilicic, che continua ad essere un problema serio per questo Palermo. È inimmaginabile che un giocatore della sua classe, dopo aver dettato il passaggio al compagno ed essere riuscito a scartare il portiere, possa fallire il tocco semplice semplice verso la porta vuota. Bisogna permettere al paziente sloveno di affrancarsi dai suoi malanni, la prescrizione della cura la lasciamo a Mangia.
Corresponsabile del digiuno rosanero in trasferta è, ovviamente, l’intero parco attaccanti. E se Miccoli può trovare una valida giustificazione nel buon quarto d’ora finale disputato, in cui offre una clamorosa palla gol a Migliaccio, ingiustamente fermato per un inesistente fuorigioco, e va vicino al pari con una botta di poco alta, lo stesso non possono certo fare Hernandez e Pinilla. Se la pericolosità in area avversaria si misurasse in decibel, quella dei due attaccanti sudamericani sarebbe appena al di sopra della soglia dell’udibile.
Bisogna drasticamente invertire la rotta, il treno giusto potrebbe passare tra sette giorni dalla parti di Udine. Tornare a far gol in trasferta dopo cinque mesi e mezzo, violando il fortino della formazione allenata dall’ex Guidolin. D’altronde, come direbbero quelli bravi, i tabù sono fatti per essere sfatati. Prima, però, occorre battere il Lecce, e non sarà semplice.