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Migliaccio: «Giocare alle 12:30? Non influirà sulla prestazione»

Dalla sala stampa


Protagonista dell’ odierna conferenza stampa il centrocampista rosanero, Giulio migliaccio, ha risposto alle domande dei giornalisti presso la sala stampa del “Tenente Onorato” di Boccadifalco. Nell’intervista rilasciata il giocatore ha risposto a 360°, toccando più argomenti importanti come l’Europa League, il campionato e il sogno di conquistare la Nazionale. Ecco i passi salienti della conferenza stampa.

Anticipo delle 12,30:«Giocare alle 12:30 è una novità, che noi organizzeremo. Più tardi, durante l’allenamento, ci daranno le giuste informazioni per seguire un’alimentazione corretta con i giusti alimenti. Comunque sia non ritengo che l’orario possa influire sulla prestazione».

Prossimo avversario:«Il Brescia? Le prime partite sono sempre un’ incognita, il nostro unico vantaggio e quello che ci conosciamo perché abbiamo cambiato davvero poco».

Ruolo del Palermo:«La condizione del gruppo migliora giorno dopo giorno. Giocare fa sempre piacere, e affronteremo la competizione europea con la stessa testa del campionato, non credo sia un problema disputare tante partite in pochi giorni. Siamo il Palermo e vogliamo intraprendere una cammino importante disputando una stagione da protagonisti».

La Nazionale:«Normale pensare di vestire la maglia azzurra. E’ il sogno di tutti. Lavoro anche per raggiungere questo traguardo, dove non servono sponsorizzazioni, bensì duro lavoro e tanto impegno. Non rimane comunque la mia priorità, già mi sto togliendo le mie soddisfazioni. Ogni anno voi giornalisti vi divertite a dare le formazioni, e io non rientro mai nell’undici titolare. Chissà perché però riesco a ritagliarmi sempre il mio spazio…»

Sirigu in NazionaleSirigu è forte. Il ct Prandelli gestisce molto bene lo spogliatoio, so che prima di prendere questa scelta hanno parlato, quindi escludo che Sirigu ci sia rimasto male. E’ stata una scelta ponderante».

La partenza di Cavani:«Con la partenza di Edi, io e Nocerino siamo costretti a fare un lavoro ancora più difensivo. Cavani essendo un giocatore moderno, tornava spesso a darci una mano in fase difensiva. Comunque sia gli attaccanti del Palermo sonoi intelligenti, difficile pensare che tutti e tre possano restare davanti senza mai tornare».

La permanenza del capitanoQuello di Fabrizio è un grande gesto. Sono scelte molto personali e nussono può permettersi di commentale. Abbiamo lo stesso procuratore, e in quel periodo ci sentivamo spesso. Aveva già provato un’esperienza simile in passato col Benfica, tra l’altro facendo benissimo».



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Marcello Provito 07/09/2010
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