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Palermo: top e flop di inizio stagione

Primo bilancio dopo cinque giornate


Siamo solo alla sesta giornata di campionato (cinque le giornate effettivamente disputate) e il Palermo, insieme al Cagliari, può essere definito come la vera rivelazione di questo avvio di stagione. Dopo un precampionato a dir poco travagliato, ove la squadra rosanero ha mostrato più lacune e defezioni che altro, Devis Mangia sembra aver trovato la quadratura del cerchio che gli ha permesso di portare i suoi a ridosso della prima posizione. Abbiamo analizzato l’andamento dei tesserati rosanero in questo avvio di campionato selezionando cinque ‘top’ e cinque ‘flop’, andiamoli a vedere.

TOP

Devis Mangia: è stato catapultato in una dimensione che non gli apparteneva ma, nonostante la giovanissima età, si è saputo destreggiare con una certa maestria. In poco più di un mese ha plasmato la squadra a sua immagine e somiglianza dandole un’identità e una solidità che in estate sembravano essere pura e mera utopia. Se il Palermo, a questo punto della stagione, è terzo in classifica si deve soprattutto al credo tattico dell’ex Varese che ha saputo trasmettere un entusiasmo che pian piano andava scemando con il passare dei giorni ma soprattutto ha rispolverato giocatori finiti nel dimenticatoio (Bertolo docet).

Matias Silvestre: in passato chiunque fosse giunto a Palermo, passando da Catania, aveva sistematicamente deluso le aspettative. Invece il buon Matias ha saputo sfatare questo triste tabù divenendo in pochissimo tempo perno fondamentale dell’assetto difensivo rosanero. Insieme a Migliaccio, suo inaspettato compagno di reparto, ha saputo dar vita ad una cerniera praticamente insuperabile ove sono andati a sbattere miseramente elementi dal calibro di Klose e Cissè. In sede di mercato qualcuno aveva giudicato eccessiva la sua valutazione:  7 milioni di euro. Ne siamo sicuri?

Giulio Migliaccio: È stato l’unico a non abbandonare la nave quando stava affondando e a differenza di tanti colleghi migrati verso altri lidi lui è rimasto. Migliaccio, in questo momento, è il vero fiore all’occhiello di una rosa che sta andando al di là di ogni più rosea previsione. Il suo spirito di sacrificio (reinventato difensore) rispecchia l’anima di un gruppo che si è messo a completa disposizione del proprio allenatore. Ha carisma e personalità da vendere per non parlare di qualità tattiche seconde a nessuno. La convocazione in Nazionale sarebbe il giusto riconoscimento per quanto fatto nelle ultime stagioni ma Prandelli la vede in mondo differente…

Edgar Barreto: In realtà questo ‘premio’ andrebbe diviso con il collega di reparto Della Rocca ma abbiamo deciso di citare lui per l’impatto devastante che ha avuto con la nuova realtà. Sin dalla prima apparizione con l’Inter ha mostrato di essere un giocatore tanto duttile quanto congeniale al “modus vivendi” di Mangia. Sa interdire e sa impostare, pressa e lotta come un guerriero in ogni zona del campo senza risparmiare fiato e gambe. Uno così al Palermo serviva e, come nel caso di Silvestre, c’è chi parlava di valutazione eccessiva...

Fabrizio Miccoli: No, non ci siamo dimenticati di lui. Dopo un precampionato che lo ha visto ai margini della formazione titolare, Miccoli si è ripreso il suo posto in campo e guai chi glielo tocca. La doppietta all’Inter e la rete al Cagliari testimoniano l’importanza che riveste Fabrizio per questa squadra sia dal punto di vista tattico che dal punto di vista psicologico. Immaginare un Palermo senza di lui in questo momento è una pazzia e l’infortunio patito domenica contro il Siena tiene in allarme tutti. Non è da escludere un suo forfait tra quindici giorni a San Siro.

FLOP

Josip Ilicic: Trovare cinque ‘flop’ in una squadra che in questo momento è terza in classifica è tutt’altro che semplice. Ma lui, in questa particolare graduatoria, ci sta di diritto. Svogliato, lezioso e a volte anche snervante: questo è l’Ilicic di inizio stagione che dopo l’addio di Pastore fatica a trovare la giusta collocazione in campo. Lui dice di essere un trequartista, Mangia lo utilizza come esterno. Ma le qualità tecniche per giocare quarto a sinistra non gli mancano. Perché non impegnarsi?

Armin Bacinovic: Lui, a differenza del compagno di Nazionale Ilicic, non ha avuto particolari occasioni per mettersi in mostra. Probabilmente il suo “sfogo” post Inter, manifestato comunque dal suo procuratore, non è piaciuto a mister Mangia che nelle successive apparizioni lo ha schierato solamente per dieci minuti contro la Lazio. Probabile un suo addio già a gennaio (destinazione Firenze?) e vista l’agguerrita concorrenza che c’è nella zona nevralgica del campo cambiare aria non gli farebbe male.

Andrea Mantovani: Era arrivato a Palermo come uomo della provvidenza sotto raccomandazione di Stefano Pioli ma dopo sei giornate di campionato il buon Andrea non ha ancora avuto modo di mettersi in mostra. Per lui solo quaranta minuti contro il Siena, dove ha fatto vedere cose buone e cose meno buone. Complice la squalifica di Balzaretti contro il Milan verrà riproposto titolare sull’out di sinistra e li si vedrà la vera pasta dell’ex Chievo.

Ezequiel Munoz/Mauro Cetto: Sarà cocciuto Mangia che insiste sempre sugli stessi uomini oppure i due argentini stentano ad entrare nelle grazie del mister per altri motivi? Il dubbio c’è ed è anche molto forte ma se i due, insieme, hanno disputato la bellezza di zero minuti un motivo ci sarà. Il primo l’anno scorso ha mostrato buone potenzialità ma clamorosi passaggi a vuoto mentre il secondo, giunto a parametro zero dalla "Ligue 1" francese, aveva ben impressionato in ritiro sotto la gestione Pioli. Cosa sarà successo?

Fernando Rubinho/Adam Simon/Ignacio Lores Varela/Igor Budan: Chi li ha visti?


Antonino Marino 05/10/2011
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