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Dopo sedici gare di campionato, abbiamo la possibilità di analizzare ai raggi X questo primo spicchio di stagione a tinte rosanero. Sfruttando alcune rilevazioni numeriche, proviamo a entrare nel dettaglio delle prestazioni offerte in questo primo scorcio di torneo dagli uomini di Bortolo Mutti.
In quanto a gol realizzati, il Palermo comincia a palesare qualche difficoltà. I rosa si piazzano in dodicesima posizione nella speciale graduatoria dei palloni messi alle spalle dei portieri avversari, con una media di 1,12 a partita, nonostante le numerose conclusioni scagliate verso la porta avversaria, oltre 11, e di una percentuale di pericolosità pari al 41,8%.
Per quanto concerne, invece, i gol incassati, la situazione non è tanto migliore rispetto alla passata stagione, quando l’allora formazione di Rossi, con frustrante regolarità, usciva dal terreno di gioco con almeno una rete al passivo. La retroguardia rosa, infatti, è la tredicesima del campionato, con venti gol subiti ed una media di 1,25.
Per gli appassionati di numeri sarà interessante sapere, inoltre, che il Palermo usufruisce di qualcosa come 4,8 calci d’angolo a partita, per un totale di 77 corner. In una sola circostanza, tuttavia, i tiri dalla bandierina hanno fruttato una realizzazione: Silvestre contro il Bologna. Restando in tema di calci piazzati, il computo tra rigori a favore e contro è in perfetta parità: due penalty concessi a favore dei siciliani nella sfide vinte contro Siena e Lecce, due tiri dagli undici metri contro di cui hanno usufruito Milito (Inter) e Maxi Lopez (Catania). In tutti i casi la trasformazione è andata a buon fine.
Chiudiamo con alcune statistiche legate alla fase di possesso: in media, i rosanero tengono il pallino del gioco per 21,35 minuti a partita, per un totale di 489,9 palloni giocati. Di questi, il 59,5% viene destinato a un compagno, mentre il restante 40,5% termina tra i piedi di un avversario. Ne consegue una supremazia territoriale pari a 7.55 minuti.