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Palermo: contro l’Avellino hai giocato da grande squadra

L'editoriale


Inutile nasconderlo, molti tra i tifosi e tra gli addetti ai lavori erano oltre che stupiti dispiaciuti nel vedere un Palermo che non si esprimeva al massimo. Con l’arrivo di Iachini ci si aspettava un cambiamento di tendenza sul piano del gioco, ma ciò è avvenuto solamente per quanto riguarda la conquista dei punti, alcuni dei quali guadagnati anche immeritatamente.

Dopo il noioso 0-0 casalingo col Varese, la squadra è stata nuovamente oggetto di critiche, un gruppo che con le proprie potenzialità potrebbe ammazzare il campionato, sta trovando non poche difficoltà nell’esprimersi al meglio.

Ieri la paura era d’incappare sull’ennesima partita fatta di giocate sterili e poco convincenti, contro un avversario difficile come l’Avellino che viaggiava, almeno fino a ieri, come una squadra costruita per conquistare la massima serie. I siciliani però hanno capito l’importanza dell’incontro, una vittoria (visti i risultati maturati sugli altri campi ndr) sarebbe stata fondamentale per risalire la china e arrivare al derby col Trapani con una convinzione diversa sui propri mezzi.

Quella del “Partenio” è stata una partita che ha messo in luce la crescita di alcuni giocatori, soprattutto nel piano fisico oltre che sul piano tattico. Il Palermo infatti non ha dato spazio a colpi spettacolari, ma non ha mai perso il pallino del gioco, ha fatto muro contro le offensive avversarie ma soprattutto è stato cinico sottoporta, nonostante è ancora evidente qualche piccola difficoltà.

Ora serve mantenere un certo equilibrio, un calo di rendimento sarebbe l’ennesimo fallimento soprattutto perché le squadre che fino ad oggi hanno stazionato nelle parti alte della classifica, cominciano ad avere dei cali fisici e mentali, soprattutto le compagini attrezzate per una salvezza tranquilla e non per la vittoria del campionato.

Insomma un Palermo che cresce, il lavoro di Iachini piano piano sta dando i suoi frutti, un cammino lento ma pieno di speranza, quella speranza che devono ritrovare i tifosi che oggi lasciano vuoto il “Barbera”, lo stadio che deve ritornare ad essere un fortino sin da subito per trasmettere vicinanza a questo gruppo per fargli ritrovare anche quella continuità nella condizione mentale che dopo il mese di dicembre, con l’inizio del girone di ritorno, potrebbe risultare devastante per gli avversari.

 

 


Marcello Provito 04/11/2013
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