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Tim Cup, Palermo: Milan battuto, il sogno continua

Coppa Italia, l’editoriale


Si conclude nel modo in cui tutti i tifosi rosanero l’avevano sognata la semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Palermo e Milan. I rosanero sfoderano una prestazione maiuscola, da regalare alla storia di questa società, che proietta il Palermo in finale dopo 32 anni.

Nel primo tempo il Milan fa suo il possesso palla non trovando, però, i varchi giusti per affondare, ci prova con Robinho, Flamini e Seedorf. Rossi corre ai ripari sostituendo il giovanissimo Acquah con Bacinovic, nel finale cambio forzato per Allegri che sostituisce Antonini, vittima di uno scontro fortuito con Thiago Silva, inserendo Bonera. Termina così la prima frazione sul punteggio di 0-0. Nella ripresa il match prende vita: il Palermo si fa più intraprendente e al 62’ sugli sviluppi di un corner, Migliaccio è bravo ad anticipare Thiago Silva, fino a quel momento quasi insuperabile, e a battere con un colpo di testa che termina proprio all’angolino basso, l’immobile Abbiati, è il tripudio, i tifosi trasformano in gioia la tensione accumulata nel corso della gara. Al 71’ viene fischiato un rigore per il Palermo: Pastore con i suoi sensori vede e serve Ilicic che attacca lo spazio, lo sloveno si presenta a tu per tu con il portiere ma prima di calciare viene trattenuto da Van Bommel, l’arbitro commina il penalty e l’espulsione per il centrocampista olandese. Sul dischetto va Cesare Bovo che trasforma spiazzando Abbiati. La partita sembra essere in cassaforte ma un minuto dopo lo stesso centrale rosa colpisce con un calcio sul viso Alexandre Pato e viene espulso da Rocchi. I rosanero si chiudono attentamente e provano a tenere palla col neo entrato Pinilla che prende il posto di uno stizzito Pastore. Il Milan va vicinissimo al 2-1 all’80’ quando Ibrahimovic servito da Seedorf calcia a tu per tu con Sirigu, il pallone sbatte sul palo più vicino e attraversa tutta la linea di porta per poi colpire il palo opposto e allontanarsi dalla porta. I rossoneri pressano ed al 94’ accorciano le distanze proprio con lo svedese che con un tocco sotto di destro supera Sirigu. Ultimo giro di lancette al cardiopalma prima dell’esplosione finale di tutto il “Barbera”.

La gente si riversa per le strade, in 4000 festeggiano la squadra al Politeama dove tra i presenti c’erano anche il vice-presidente Guglielmo Miccichè e la figlia del presidente Zamparini, Silvana. Le dichiarazioni dei protagonisti al termine del match sono colme di emozione: per Migliaccio «la finale è un sogno», Rossi attribuisce i «meriti alla squadra», Pastore smorza i toni sul nervosismo al momento del cambio, Zamparini racconta di essere stato, come sempre in queste circostanze, «in giro in taxi fino a Monte Pellegrino». Il presidente rosanero rivela anche di aver «acquistato l’attaccante israeliano Zahavi».

Questa sera si conoscerà l’avversario che affronterà i rosa nella finale del 29 maggio a Roma. L'Inter e la Roma si giocano l'accesso, con i nerazzurri in leggero vantaggio in virtù dell’1-0 ottenuto all'andata all'"Olimpico". I rosanero in finale dovranno, purtroppo, fare a meno di due pedine importanti come Bacinovic che è stato ammonito ed era sotto diffida e Bovo che sarà fermato per il rosso ricevuto.

Per il Palermo sarà la terza finale della storia, raggiunta a 32 anni di distanza dall’ultima. Nelle precedenti occasioni i rosa non furono fortunati: la prima risale alla stagione 1973/1974, il Palermo incontrò in finale il Bologna ed i felsinei si aggiudicarono il trofeo vincendo ai rigori per 5-4, proprio allo stadio "Olimpico" di Roma la gara si chiuse in parità dopo i tempi regolamentari e i supplementari.  Il Palermo passò in vantaggio al 34’ con Magistrelli, i rossoblù pareggiarono al 90’con un rigore contestatissimo concesso dall'arbitro Gonella, per un presunto fallo in area di Arcoleo su Bulgarelli, e trasformato da Savoldi. La seconda si disputò nella stagione 1978/1979 contro la Juventus. In quella edizione dopo 7 anni con lo stesso format, vennero reintrodotti i quarti di finale e le semifinali di andata e di ritorno, invece del secondo turno eliminatorio. I bianconeri  sconfissero i rosanero, che a quel tempo militavano in serie B, per 2-1, allo stadio "San Paolo" di Napoli, dopo i tempi supplementari. Il Palermo, ancora una volta passò per primo in vantaggio con Chimenti, dopo un solo minuto di gioco, il pareggio della Juventus venne realizzato da Brio all'83. Nei tempi supplementari, a tre minuti dal fischio finale, precisamente al 12' del secondo tempo supplementare, Franco Causio (ex rosanero) spezzò ancora una volta i sogni di gloria dei tifosi siciliani.

Chiaramente per il Palermo si tratta di una finale importantissima, storica, e che potrebbe regalare, inoltre, ai rosa, l’accesso diretto all’Europa League. Arrivati a questo punto, la finale è già un grande traguardo, ma sognare è lecito, i tifosi vogliono la Coppa, sarebbe il primo trofeo della storia rosanero, e se dicessimo “comunque vada sarà un successo” siamo certi che in molti, a ragione, potrebbero storcere il naso.


Vincenzo Martines 11/05/2011
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