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Il cielo sopra Palermo è più nero che rosa

Così non si va da nessuna parte


Un celebre collega, dopo la vittoria Mondiale dell’Italia nel 2006, esclamò «Il cielo è azzurro sopra Berlino». Colori alla mano, e con le dovute differenze del caso, il cielo sopra Palermo, dopo la prima giornata di campionato, sembra essere più nero che rosa. Perdere con il Napoli ci sta,  visto che il gap tra le due squadre sembra non essere indifferente, ma essere umiliati nel modo in cui si è assistito domenica scorsa al ‘Barbera’ permette, a chi di dovere, di porsi infinite domande.

Il buon Sannino, al quale si può imputare “solamente” l’incapacità di caricare i suoi, ha giustamente recitato il mea culpa nell’immediato post partita, un po’ come fa Mourinho quando qualcosa va storto. «È stata la peggiore partita alla quale abbia mai assistito da quando faccio l’allenatore. Eravamo privi di cuore, di grinta e di cattiveria agonistica. Anche se dovessero arrivare un paio di giocatori da qui alla fine del mercato non cambierebbe nulla: il problema è nella testa».

Un’ammissione, dunque, che offre parecchi spunti sui quali riflettere. In primis viene da chiedersi il perché di questa totale assenza di carica agonistica. Vedere gente come Munoz, Bertolo, Donati ed Hernandez passeggiare allegramente in mezzo al campo lascia parecchio amaro in bocca. Ci sta la non perfetta condizione fisica, ma l’impegno e lo spirito di abnegazione non sono di certo figli di un’adeguata preparazione estiva.

Quello che dopo il match contro la Cremonese sembrava essere un collettivo si è magicamente sgretolato: non vi erano collegamenti tra i reparti con Miccoli abbandonato al proprio destino tra le maglie di Britos, Campagnaro e Cannavaro. Mai un affondo di “squadra”, mai un tentativo di finalizzazione nato da un’azione corale. Solo qualche palla sporca dinanzi al tutt’altro che preoccupato De Sanctis: un passaggio a vuoto ci può anche stare ma urge cambiare rotta. Così facendo non si va da nessuna parte.

Ma siamo sicuri che quello dei rosanero sia stato solo un problema di concentrazione? Siamo sicuri che la squadra non sia troppo debole dal punto di vista tecnico? Siamo sicuri che gli uomini di Sannino abbiano la giusta duttilità per giocare con moduli diversi? Ma soprattutto: siamo ancora sicuri che il Palermo possa lottare per la parte sinistra della classifica?

Trarre bilanci dopo 90 minuti è un suicidio: per i giudizi è senza dubbio troppo presto. Ma i fischi di domenica scorsa sembrano essere quanto mai motivati. Il Palermo deve svegliarsi perché altrimenti nessuno spiraglio di luce potrà farsi spazio tra il macabro nero che regna in quest’ultimo week end di Agosto sopra il capoluogo…


Antonino Marino 29/08/2012
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