



Ecc. A: primo k.o. per l'Akragas, 6 su 6 per il Marsala, all'Alcamo il big match
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Palermo, ora et labora
Dalla sala stampa del "Tenente Onorato" di Boccadifalco, Fabrizio Miccoli ha risposto alle domande dei giornalisti presenti.
AMMISSIONE «Ne ho sentite troppe sul mio conto. Mi ero ripromesso di non parlare per un po', ma ho pensato che era giusto parlare. Ogni volta che gioco contro il Lecce si crea una situazione del genere ed è solo colpa mia che in ogni intervista parlo del mio amore per la squadra giallorossa. Da oggi in poi non parlerò più del Lecce».
SIMBOLO DEL PALERMO «Ho sempre detto che vorrei tornare a giocare in Puglia, ma da 15 anni ogni sessione di mercato mi accostano al Lecce. Non andrei mai da Zamparini a chiedergli di cedermi in prestito, Qui a Palermo sono il capitano, sono un simbolo. Con i pugliesi non ho mai avuto rapporti e quando andai al Benfica chiamai Semeraro (il presidente leccese, ndr) ma non mi hanno voluto».
"COLPA MIA" «Sono sempre stato tifoso del Lecce e sempre lo sarò, al contrario di chi era allo stadio domenica scorsa. Dopo quello che è successo voglio metterci una pietra sopra, ma da ora in poi quando giocherò con quella squadra, farò sempre il mio dovere. Ho sbagliato, mi assumo tutte le responsabilità, dovevo mettere da parte i miei sentimenti».
SOSTITUZIONE «Non ho mai chiesto di essere sostituito, Ero giù, è vero e mi sono isolato nell'intervallo. Il mister mi ha visto in quelle condizioni e giustamente non mi ha mandato in campo nella ripresa».
FUTURO «Giocare a Lecce? Forse è meglio se non vada mai a giocare là dopo tutto quello che è successo. È facile parlare di promesse non mantenute, ma la gente può trarre conclusioni errate. Se mi avessero veramente voluto avrebbero potuto fare un offerta al Palermo».
"SONO IL CAPITANO" «Ora come ora non mi sentirei proprio di lasciare il Palermo. Sono il capitano e sono un esempio per i miei compagni. In estate avrei potuto accettare l'offerta del Birmingham e mi sarei sistemato per tutta la vita, ma non ho voluto lasciare questa maglia».
"TRADITO? SI!" «Tradito? Sì, mi ci sento. Ma non dai tifosi che mi hanno fischiato, perché tra l'altro so che i veri tifosi leccesi hanno il massimo rispetto per il Palermo. Mi sento tradito dalla società Lecce e da oggi non voglio più sentirne parlare. Mi ha deluso molto anche De Canio per le sue dichiarazioni nel pre partita, magari scherzava, ma le sue dichiarazione potevano essere fraintese. Se il Lecce voleva, poteva prendermi prima che andassi in Portogallo, ma non l'ha fatto. Miccoli non ha mai promesso niente a nessuno».
ZAMPARINI «A giugno sono andato a trovare De Canio e mi è stato chiesto di andare da Zamparini e dire che volevo andare al Lecce in prestito. Per me il presidente è come un padre, lui è l'unico che mi ha dato fiducia e non lo avrei mai fatto. L'unica promessa non mantenuta è stata con la squadra inglese, mi avevano chiesto di dettare le mie condizioni e io l'ho fatto. Loro le hanno avallate tutte, ma pensavo sinceramente che mi dicessero di no».
RIGORE «Rigore? No, non lo avrei tirato, come è successo qualche anno fa quando tirò Cavani. Avrebbero battuto o Nocerino o Pastore. Chi mi conosce sa bene che per come ho giocato domenica, mio figlio Diego a tre anni sarebbe stato più pericoloso».
FIORENTINA «Gol alla Fiorentina? Esulto così come ho sempre fatto contro le mie ex squadre. Ecco perché nei vari stadi mi fischiano sempre. A Firenze sono stato bene, è stato un anno positivo e non rimpiango nulla. Per noi la gara di domenica è importantissima, dobbiamo obbligatoriamente fare punti».
OBIETTIVI «Obiettivi? Di squadra potremo stabilirli tra 4 o 5 partite. Dal punto di vista personale sono a 48 gol e il prossimo obiettivo è quota 50. Entro l'anno ne vorrei fare 55, ma c'è tempo e tutto è possibile».
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