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MICCOLI: «Con Zamparini rapporto speciale, anche se...»

Dalla sala stampa


Fabrizio Miccoli, capitano rosanero, ha risposto oggi alle domande dei giornalisti presenti nella sala stampa del centro sportivo Sportwell di Malles. Queste le sue dichiarazioni.

PREPARAZIONE «Mi auguro sia la stagione del riscatto, ho cominciato con gli altri quest'anno, mi sento bene fisicamente, non ho saltato 10 minuti di allenamento e spero di continuare così. Il mio obiettivo è quello di fare bene».

MODULO «Non so se giocheremo sempre con l'unico terminale offensivo, sicuramente è un ruolo che ho fatto, ma non sempre. A me piace essere schierato in quella posizione, l'importante è che davanti si facciano i movimenti giusti. Il mister comunque può anche cambiare in corsa, dipenderà da lui».

STATO D’ANIMO «Considerando la situazione della squadra, considerando un traguardo così vicino come la Coppa Italia, ho preferito farmi da parte. In questi mesi ho sofferto, ma ho avuto gente vicina come la mia famiglia e i miei compagni. Mi hanno dato la forza per andare avanti».

PASTORE «Il Flaco? Leggendo i giornali, penso sia interesse di società e giocatore di arrivare a una cessione. Ancora è un giocatore del Palermo, finché non ci sarà nulla di concreto bisogna considerarlo ancora un valore aggiunto per noi».

PIOLI «Va bene, mi piace come persona perché è un allenatore che dialoga. Lavora molto bene, una bella persona e un grande allenatore. Il suo modulo è per noi nuovo, se facciamo un po' di sacrifici possiamo toglierci diverse soddisfazioni».

TITOLARE O NO? «Mi voglio giocare il posto, poi deciderà il mister chi mandare in campo. Non voglio giocare a tutti i costi perché sono Miccoli, ma non voglio neppure giocare a priori gli ultimi venti minuti. Voglio fare bene sul campo, se lo meriterò voglio giocare».

TRASFERIMENTO «Dopo Catania volevo andare a casa, per merito dei miei compagni ho trovato la forza per andare avanti. Si è parlato di Lecce, Dubai, ho rifiutato l'Inghilterra, non è una questione di soldi. Posso anche smettere, penso di avere dato tanto. In quattro stagioni ho conquistato una media di 60 punti a campionato, ho sfiorato la Champions, ho realizzato 50 gol, siamo arrivati in finale di coppa Italia. Voglio delle conferme, se per il mister o per la società un giocatore a 32 anni è vecchio mi si dica chiaramente, così eventualmente valuterò il da farsi. Ho ancora 2 anni di contratto, ma non voglio viverli come ho vissuto gli ultimi mesi. Se Pinilla o Abel meriteranno di andare in campo al posto mio va bene così, ma non deve essere una scelta a priori».

RITIRO «Mi sto allenando bene, con un metodo di lavoro che mi piace. Mi trovo bene con i compagni, i nuovi mi piacciono tutti. Personalmente il ritiro è stato positivo, non posso che essere contento di quanto fatto».

FINALE COPPA ITALIA «Il pianto dell'Olimpico? Sinceramente anch'io pensavo che l'avventura fosse al capolinea quella sera. Invece sono qua e mi sto allenando bene. Ho la fiducia dei miei compagni e questo è molto importante»

CAPITANO «L'avete chiesto a tutti e tutti vi hanno dato la stessa risposta. Fino a quando sarò qui il capitano sarò io».

FIDUCIA «Il presidente dice che sono il capitano, con piena fiducia di società, tecnico e compagni? Sono contento, mi fa piacere sentire che dica queste cose. In quattro anni abbiamo creato un gruppo, un giocattolo che sta andando avanti. Quel gruppo dimostra stima e fiducia nei miei confronti, questo è molto importante, se il presidente afferma certe cose per me è una grossa soddisfazione. Non posso dire la stessa cosa, invece, quando dichiara che devo giocare solo gli ultimi dieci minuti».

SCORSO ANNO «Devo pensare solo a stare bene e a mettermi a disposizione della squadra, quando mi toccherà giocare andrò in campo. Lo scorso anno, in generale, è stata un'annata non brillantissima. Ho avuto tanti di quei dispiaceri che mi hanno indotto a non parlare. Non ho parlato perché sono un signore, se venivo in sala stampa succedeva un casino. Sono successe tante cose, peraltro una dietro l'altra, che mi hanno amareggiato parecchio. Lo scorso anno sono rientrato a ottobre, a Catania è successo quello che è successo, ma a fine campionato i gol realizzati sono stati 11. Considerando tutto quello che è accaduto, direi che non è andata affatto male».

OBIETTIVO 20 GOL «Il mio obiettivo è quello di fare più gol possibili, mi sento bene e spero di ripetere quanto fatto due anni fa, magari arrivare a quota 20».

OFFERTA INGLESE «Non è stato facile dire di no, facevo la riabilitazione e ho pensato molto alla proposta degli inglesi. Era un contratto che mi cambiava la vita, ma ho ritenuto che sarebbe stato difficile soprattutto per la mia famiglia. Sto bene a Palermo, i tifosi sono straordinari, la mia famiglia si trova benissimo e ho deciso di rimanere. Anche se dopo quello che è successo a Catania, mi son detto: "Ma chi c... te lo fa fare?", ma è stato un pensiero di un attimo»

RAPPORTO "SPECIALE" CON ZAMPARINI «Con il presidente ho fatto cose che non ha fatto nessuno, per questo quando leggo le sue affermazioni secondo le quali devo giocare gli ultimi 20 minuti, devo lavorare in televisione, il capitano sarà un altro, ci rimango male. Tutte queste cose dette ai giornali mi amareggiano, anche perché si comporta in maniera diversa quando siamo insieme. Vi spiego, sono andato a Lisbona con il suo aereo per una partita di beneficienza, mi ha prestato la barca per due giorni, quindi il rapporto con il presidente è qualcosa che va al di là del campo. Quando dice che voglio essere il leader ha ragione perché è così, se per lui non sono più tale vado da un'altra parte, il rispetto che provo per Zamparini va ben oltre il terreno di gioco. Quando ho avuto la proposta del Birmingham, sono andato da lui e gli ho chiesto: "Presidente sono ancora importante?" Lui ha risposto di sì, e sono rimasto. Il nostro non è affatto un brutto rapporto».

MATURITA' «Ho avuto la fortuna di avere i miei compagni a sostenermi, anche quest'estate mi chiamavano, si informavano, sono state prove d'affetto importanti. Voglio dare una svolta, voglio dimenticare quanto successo lo scorso anno. Di Natale ha 34 anni e per due anni consecutivi ha vinto il titolo di capocannoniere, il che dimostra che l'età ha un peso relativo. La gente lo adora, la società è con lui, così come i compagni. Anch'io ho la possibilità di lavorare in determinate condizioni e quindi posso fare molto bene. Credo di non essere mai stato così in forma, a 32 anni ritengo di essere nel pieno della maturità. Ad ogni modo contano gli obiettivi di squadra, se faccio cinque gol e Pinilla venti, per esempio, conta poco. L'importante è che vada avanti il Palermo. Nella semifinale di Coppa Italia d'andata ho giocato un minuto, qualche anno fa avrei mandato a quel paese l'allenatore, invece non l'ho fatto e ho dato il mio contributo. Da cinque anni dico di volere portare un trofeo a Palermo, arriva la finale di coppa Italia e vengo relegato in panchina. Non è bello, oggi vengo qua per rimettermi in discussione, certo da qui al 31 agosto può succedere di tutto, ma voglio giocarmi le mie carte».

NIENTE PRONOSTICI «Il Palermo secondo me è un'ottima squadra, però non voglio fare previsioni. Vedo compagini più attrezzate di noi, dobbiamo giocare tutte le partite al massimo, mantenere la concentrazione e trovare continuità. L'obiettivo potrebbe essere quello di agguantare la qualificazione alla prossima Europa League, magari cercando di andare avanti durante l'edizione di quest'anno».


Redazione Golsicilia 19/07/2011
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