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All’indomani della pesante sconfitta(non nel risultato ma nel morale) subita contro il Bologna, il Palermo, allenato da Delio Rossi, si interroga sui motivi del tracollo in terra emiliana. Di errori grossolani, come nella partita contro la Fiorentina, non se ne sono visti, semmai, c’è da notare un inspiegabile black out a livello di gioco. Le critiche mosse dal presidente Zamparini, riguardo la fase difensiva, al “Dall’Ara” sembravano, fino al 90’, aver sortito effetti. Niente di più lontano dal vero.
È difficile addossare demeriti ad un singolo giocatore. In un match in cui il migliore dei rosa è Sirigu, impegnato in più di un’occasione e incolpevole sul gol di Paponi, si intuisce che il gruppo deve recitare parecchi mea culpa. Partiamo dalla difesa. I tre uomini schierati da Rossi(Munoz, Bovo, Andjelkovic) sembrano reggere, solo nei primi 45’, le folate offensive dei vari Di Vaio e Meggiorini. Nella ripresa gli inserimenti senza palla di Ramirez mettono in seria crisi il fortino siciliano che crolla, a pochi minuti dallo scadere, con il gol di Paponi. Dire che la mancanza di Cassani e Balzaretti, con la loro spinta sulle corsie esterne, si sia fatta sentire suona dunque come un'ovvietà.
La linea mediana, composta dai soliti titolari(Migliaccio, Nocerino e Bacinovic) vede l’inserimento di Santiago Garcia. Il ragazzo, ex Rosario Central, dopo aver svolto, diligentemente, il suo compito di spinta e contenimento nella prima frazione, perde la bussola nella seconda. Il fallo, evitabile, ai danni di Ramirez conferma tutta l’inesperienza di un giovane schierato per la prima volta in campionato. Le lacrime, post cartellino rosso, e le pacche sulle spalle, da parte di Miccoli e Malesani, riportano, per un attimo, ad un calcio d’altri tempi. Per concludere, parliamo del reparto avanzato. La sorpresa, ad inizio match, sta nel vedere Abel Hernandez, come nella scorsa stagione, dal 1’. La punta uruguaiana, vittima in settimana del noto episodio di microcriminalità, vede dunque la possibilità di mettersi tutto, parzialmente, alle spalle. Così non sarà. La poca intesa con Pastore ed Ilicic, combinata con l’inaspettata compattezza del pacchetto difensivo felsineo, oscurano infatti la giovane stella.
«Il Bologna fa il Palermo a tortelli», questa una variante dell'originale striscione dei tifosi rosa , presenti al Dall'Ara, che avevano invece scritto «Pastore vi fa a tortelli» riferito ovviamente agli avversari bolognesi. Lo stesso Pastore, visto lo striscione, si è reso protagonista di un buffo siparietto con la propria panchina chiedendo: «Cosa sono i tortelli?».
Di cosa necessitano dunque i rosanero per ripartire? La risposta al quesito spetta ovviamente al tecnico Rossi ed ai suoi uomini che, in settimana, proveranno a trovare nuovi stimoli e soprattutto tranquillità. Proprio la tranquillità sarà l’elemento chiave da ritrovare contro l’Udinese, prossimo avversario, dell’ex indimenticato Francesco Guidolin.
(Golsicilia)

