



Ecc. A: primo k.o. per l'Akragas, 6 su 6 per il Marsala, all'Alcamo il big match
Eccellenza B: pari nel big match Due Torri-Orlandina, ne approffitta il Città di Vittoria
Una Tiger decisa e cinica strapazza l’Atletico Gela 3-0
Palermo, ora et labora
Comunque vada, sarà un successo. Continua ad essere questo il leitmotiv dell’esperienza in terra di Sicilia di Maurizio Zamparini, ancora una volta vincitore dell’ennesima scommessa da presidente rosanero. In molti pronosticavano un inizio di stagione piuttosto complicato per il Palermo, i risultati hanno sciolto come neve al sole queste supposizioni pessimiste e, francamente, anche un po’ menagrame.
Tra chi temeva un tracollo, per la verità, si era schierato anche il patron friulano, scottato dalle ripetute magre figure rimediate dalla sua creatura durante il pre-campionato. Ed è lì che Zamparini ha deciso di cambiare registro, adottando un profilo basso e affidando la gestione della "cosa tecnica" a Sean Sogliano.
Figlia del ds è la scelta di rimpiazzare Pioli con Mangia, nonostante la scarsa esperienza maturata dal tecnico di Cernusco sul Naviglio, per lo meno nelle categorie più importanti. Zamparini ha voluto dare credito alle convinzioni del proprio collaboratore («Presidente, questo allenatore è un vincente. Faremo tanta strada, mi creda»), evitando, per una volta, di giungere a decisioni frettolose che avrebbero potuto rivelarsi dannose per le sorti della squadra. A Mangia il presidente ha accordato una buona dose di fiducia, senza caricarlo di troppe responsabilità, trincerandosi dietro al silenzio o a dichiarazioni pacate persino dopo la sconfitta di Bergamo. Questo ha facilitato il compito dell’ex tecnico della Primavera, che ha avuto modo di lavorare sulla testa di un gruppo con il morale a pezzi in assoluta serenità.
Adesso la classifica comincia ad ingolosire la piazza, che continua a vagheggiare la tanto agognata qualificazione alla Champions League, tuttavia ancora una volta Zamparini preferisce vestire i panni del pompiere: «Champions? Non voglio più parlarne, andiamoci ma in silenzio. Ad ogni modo prima bisogna battere Roma e Milan. Se arriveremo ottavi, però, andrà bene lo stesso».
Non sappiamo se chi, ripetutamente, è stato etichettato come “Presidente vulcanico”, “Terremoto Zamparini”, “Patron mangiallenatori”, riuscirà a mantenere quest’insolito aplomb. Visti i risultati, siamo sicuri che i tifosi rosanero sperino non si tratti di una quiete momentanea.
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