



Ecc. A: primo k.o. per l'Akragas, 6 su 6 per il Marsala, all'Alcamo il big match
Eccellenza B: pari nel big match Due Torri-Orlandina, ne approffitta il Città di Vittoria
Una Tiger decisa e cinica strapazza l’Atletico Gela 3-0
Palermo, ora et labora
Si tinge di giallo la cessione di Javier Pastore ai francesi del Paris Saint Germain. Quello che da più parti è stato definito il colpo del calciomercato estivo, soprattutto per la mole dell’investimento sostenuto dal club francese (43 milioni di euro), rischia di finire in tribunale. A circa un mese dall’annuncio ufficiale del trasferimento a Parigi dell’asso argentino, infatti, emerge che Maurizio Zamparini riterrebbe di essere stato danneggiato dalla società dell’agente del Flaco, la “Dieci football corporation” di Marcelo Simonian, a tal punto da decidere di denunciare quella che l’imprenditore friulano considererebbe una vera e propria estorsione.
Stando a quanto scrive oggi l’edizione locale di Repubblica, infatti, il presidente del Palermo si sarebbe recato in procura per mettere nero su bianco la sua accusa. Il riferimento è a un presunto accordo che avrebbe fruttato alla società argentina ben oltre i 12,5 milioni pattuiti su quanto incassato dalla vendita; se Zamparini non avesse acconsentito alla pretesa - è l'accusa - l'affare sarebbe stato fatto saltare. Pastore alla fine è volato a Parigi, ma il patron sostiene di avere subito un evidente danno.
Effettivamente, stando al comunicato su entrate e uscite pubblicato recentemente dal club di viale del Fante sul proprio portale, il ritorno economico derivante dalla cessione del fantasista di Cordoba sarebbe di 22,8 milioni. Se a questi andiamo ad aggiungere i dodici e mezzo da destinare a Simonian, arriviamo ad un totale di 35,3 milioni. Il pomo della discordia, dunque, potrebbe essere legato a questo disavanzo di 7,7 milioni a fronte dei quarantatre che il Paris Saint Germain si è impegnato a pagare in più tranche.
Considerando i termini del contenzioso, è assai probabile che la vicenda vada per le lunghe. Nel frattempo il procuratore aggiunto Maurizio Scalia, che coordina l'indagine seguita anche da Ilaria De Somma e Sirio De Flammineis, ha incarico il Nucleo tributario della Guardia di finanza di ricostruire tutti i passaggi della cessione.
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