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Palermo, la macchina quasi perfetta

La squadra gioca e diverte. Sognare è d'obbligo


Bello, forte, vincente e…narciso. Questo il Palermo di Delio Rossi che con una prova maiuscola annienta un Bologna preso a pallonate per novanta minuti. Preso a pallonate perché la capacità di palleggio dei rosa ha lasciato tutti quanti a bocca aperta: scambi stretti, continue giocate d’alta scuola con Ilicic e Pastore a dar lezione come fossero all’oratorio, porta di Viviano sotto assedio e solidità in fase di non possesso che non si vedeva da tempo. Già tutto questo in una sola volta, in una sola partita. Come non accadeva da tempo soprattutto al Barbera, “espugnato” paradossalmente, dopo sei mesi di digiuno (se si escludono ovviamente le vittorie in Europa League).

Professava calma e chiedeva tempo per trovare la giusta amalgama. Dopo neanche un mese Rossi l’ha trovata, plasmando un giocattolo quasi perfetto a sua immagine e somiglianza. Quasi perché due cose vanno rimproverate alla squadra: in primis l’eccessivo narcisismo venuto fuori sul tre a zero, successivamente le amnesie difensive miste ad incomprensioni, di e tra, Bovo e Munoz. Non a caso il gol del Bologna nasce da una trappola del fuorigioco attuata male e Di Vaio, partito addirittura qualche metro dopo la linea di centrocampo,  che si invola indisturbato a tu per tu con il buon Sirigu.

Già proprio Sirigu che ieri ha stravinto il duello a distanza con l’amico Viviano. Per il portiere sardo ordinaria amministrazione, visto che gli avanti felsinei non hanno mai disinnescato la trappola difensiva preparata da Rossi. Per il collega bolognese invece, una partita da dimenticare. E’ madornale l’errore in occasione del raddoppio di Ilicic: era un bolide ok, ma la traiettoria era centralissima e a questi livelli ogni minima disattenzione vien pagata a caro prezzo.

Potremmo stare qui a parlare anche di Pastore ma le parole d’elogio per il giovane argentino sono ormai ultime alla fine. Ed è per questo che vogliamo porre, su un podio virtuale, i due sloveni: Ilicic e Bacinovic. Il primo è giunto alla quarta rete in cinque apparizioni, qualcosa di eccezionale vista la posizione occupata in campo, mentre il secondo, al di là del gol che ha praticamente chiuso il match, ricorda per tenacia e grinta il miglior Gattuso. Un Gattuso con i piedi buoni però perché il giovanissimo mediano ex Maribor detta i tempi alla squadra in maniera fantastica, e a differenza del compagno di reparto Liverani, in fase di non possesso si fa sentire, anche troppo, in alcuni casi.

E se Bacinovic ricorda il miglior Gattuso, Pinilla ricorda il miglior Amauri, quello apprezzato quattro stagioni orsono in Sicilia. Elevazione, potenza fisica, colpo di testa e tecnica raffinata: sarà questione di DNA sudamericano ma l’ex attaccante del Grosseto e l’attuale attaccante della Juventus hanno tante cose in comune. La rete di ieri, quella del momentaneo tre a zero, porta proprio la firma del cileno che con uno stacco imperioso prende il tempo a Portanova e Viviano e deposita in rete per la gioia del “Barbera”.

Che dire? Non rimane che lustrarsi gli occhi e godersi questa macchina perfetta costruita con il tempo da Zamparini e Sabatini. Perfetta perché a discapito delle dirette rivali del Palermo, quella rosanero ha la rosa più giovane. Basti pensare che ieri in campo gli under 26 erano ben 8. Se non è un record poco ci manca . E chissà domani dove potrà arrivare questo Palermo…


Antonino Marino 18/10/2010
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