



Juventus-Palermo, tutti vedono bianconero
Serie A, le quote dei bookmakers
Catania, non pensare che sarà facile
Serie D: 'derby' d'altri tempi tra Licata e Messina
Delio Rossi, tecnico del Palermo, in conferenza stampa allo stadio "Renzo Barbera" ha parlato dello status della squadra, del prossimo avversario, dei tifosi e degli obiettivi della società.
MOMENTO ROSANERO: «La squadra è ancora un po’ frastornata dopo la sconfitta nel derby. In settimana ho visto i ragazzi impegnarsi a dovere, e come ho detto martedì, l’unico modo per riscattarci è fare bene in campo. Un professionista deve fare solo questo. Il bello del calcio risiede nel fatto che in una settimana si può passare dalle stelle alle stalle. Vedi l’Inter che in quattro giorni ha perso il derby e la partita contro lo Schalke e ha compromesso, e non poco, la propria stagione. Io posso avere delle sensazioni e potrei dire che la squadra dal punto di vista fisico sta bene. Ma non è questo quello che conta perché l’unico responso verrà dato dal campo».
RUSH FINALE: «Cosa mi aspetto in questo finale di stagione? Mi aspetto di trovare un filo comune con tutti soprattutto con chi ha giocato perora di meno. Avrà bisogno di tutti. Devono essere concentrati al massimo e la forza del gruppo è quello che in questo momento ci può permettere di fare un buon finale di stagione. Nel calcio, e in particolar modo in queste situazione, si tende a fare il bene personale e non quello di gruppo. Io questo non lo voglio».
MICCOLI: «Miccoli? Non stiamo parlando di un bambino ma di un professionista. Nella vita ti possono capitare delle situazioni che nella vita non ti saresti mai aspettato. L’unica cosa che deve fare Fabrizio è scendere in campo e “parlare” giocando come sa fare».
CURA: «Il mio primo problema, in tempi così limitati, è quello di ridare sicurezza alla squadra senza aver bisogno di fare delle prove. Kurtic? Lui è un centrocampista ma secondo me in questo momento fatica a fare il centrocampista centrale. Ho bisogno di vederlo anche in un’altra situazione quindi non escludo un suo impiego come trequartista prendendomi, come di conseguenza, tutte le responsabilità del caso».
CESENA: «Il Cesena è una squadra organizzata che sta facendo un buon campionato. A Gennaio si sono rinforzati parecchio e stanno bene dal punto di vista psicologico perché sapevano che a questo punto della stagione si sarebbero trovati invischiati nella lotta per non retrocedere. A me interessa, più dell’avversario, di ritrovare il mio Palermo, quello vero e capace di mettere sotto chiunque».
MODULO: «Liverani? Sono dell’idea che in questo momento ho bisogno di tutti, anche per un minuto. Certo se mi dovessi accorgere che qualcuno stacchi la spina prima del tempo allora prenderò le dovute conseguenze e punterò sugli altri. Difesa a 4? Non dobbiamo dare nulla per scontato. Per mia natura non do nulla per scontato e rivedendo le ultime partite non posso dire che il Palermo ha giocato bene o male bensì che il Palermo non ha proprio giocato. O hai giocatori parecchio strutturati oppure devi andare sulle certezze che credi di avere. Credo che la duttilità nel calcio sia fondamentale».
CONTESTAZIONI: «Tifosi? Penso di conoscere la gente e credo di capirli. Adesso non sono nello stato d’animo perfetto ma sono sicuro che domani ci daranno una mano e si stringeranno attorno a noi per farci uscire da questo tunnel buio. Finchè la palla corre è giusto stare accanto alla squadra, alla fine della gara posso accettare anche i fischi. Da quando sono tornato non voglio più sentir parlare di casi come quello di Miccoli, Zampa, Rossi, Sabatini ecc. Non fanno che destabilizzare un ambiente giovane. Abbiamo ancora degli obiettivi e dobbiamo dimostrare di essere da Palermo, questo è l’obiettivo principale. È troppo facile stare vicino alla squadra quando tutto va bene mentre gli uomini, i veri uomini, si vedono in queste circostanze. Secondo me ci sono state partite che esulano dal discorso tecnico. Credo siano inammissibili gare contro quelle contro l’Udinese e contro il Catania. Vincere o perdere in una partita di calcio, ci sta. Ma non scendere in campo, no»
OBIETTIVO: «Il ritorno al “Barbera”? Io son tornato per la gente che mi vuole bene, per la squadra e perché sono orgoglioso. Queste tre condizioni mi hanno indotto ad accettare e tornare qui in Sicilia. So di avere una squadra che ha dei valori e l’ambiente vuole bene a questa squadra. Allenare o giocare a calcio non è qualcosa di facile e ponderato. Ogni partita sarà una tappa di avvicinamento all’unico obiettivo rimasto a questa squadra: la Coppa Italia. Ci sono grandi aspettative nei miei confronti, e me ne rendo conto, ma spero di essere all’altezza. Ho le spalle grandi si, ma grandissime no».
LEGGI ANCHE -> Micciché: «Rossi potrebbe rimanere»
CLICCA QUI per seguire Golsicilia su Facebook
Siciliane a fatica: quale il risultato più inaspettato?