



Juventus-Palermo, tutti vedono bianconero
Serie A, le quote dei bookmakers
Catania, non pensare che sarà facile
Serie D: 'derby' d'altri tempi tra Licata e Messina
Nella sala stampa del "Tenente Onorato" di Boccadifalco è intervenuto Delio Rossi. Queste le principali tematiche trattate.
SITUAZIONE SQUADRA «Parto dalla fine. Credevo che il mio rapporto con il club di Zamparini si fosse interrotto. Ho disfatto i bagagli soltanto dopo la partita con il Milan, ma sinceramente non mi aspettavo di essere richiamato. La situazione è più complicata di come l’avevo lasciata».
ATTEGGIAMENTO «Voglio essere considerato un allenatore nuovo, non si deve pensare che questi 35 giorni non siano passati. Credo che la contestazione sia giusta. Ai giocatori ho detto che voglio vedere un altro atteggiamento, propositivo e consono alla tradizione e al blasone della gente di Palermo».
TIFOSI ROSANERO «Chiedo ai tifosi di mettere da parte le polemiche. Questi sono ragazzi che hanno regalato soddisfazioni incredibili e serve un atteggiamento giusto da parte di tutti. Per costruire qualcosa di buono servono anni, per distruggerla basta un minuto. Adesso dobbiamo avere la forza di isolarci, tapparci le orecchie e soprattutto di lavorare duramente. Spero che la gente di Palermo, che vuole davvero bene alla squadra, possa ricompattare l’ambiente perché deve essere questa la nostra forza. I tifosi vogliono che la squadra onori la maglia, quindi non servono parole ma fatti. Dobbiamo dimostrare tutto sul campo».
PROGETTI «Rientro perché per me non è cambiato niente. Non perché sono legato alla panchina, quello ce l’ho anche in giardino. Difficile fare progetti in Italia perché qua si basa tutto sul fatto che la palla vada un metro dentro o fuori la porta. Ferguson è al Manchester da 25 anni, sono cambiati i giocatori ma lui è sempre là. In Italia l’allenatore è un componente del progetto, non fa il progetto. Al massimo lo porta avanti, ma tutto deve partire dalla società».
ZAMPARINI «Non sono arrabbiato, ho detto solo che non tornavo in questo mese e mezzo giusto perché sto bene anche a casa. La situazione oggi non è piacevole, chi vuole remare dalla stessa parte bene, chi non ci sta si metta da parte. Zamparini? Con lui parlo di persona, se dovessi ribattere a ogni sua dichiarazione sarei sempre a parlare con i giornalisti».
RIFIUTARE LA CHIAMATA? «Rifiutare? Voglio finire un lavoro che avevo iniziato. Conosco bene questa squadra, ho voluto guardare i ragazzi negli occhi perché se devo combattere una battaglia devo capire che armi ho a disposizione. Non sono il Don Chisciotte della situazione».
PASTORE E MICCOLI «Impossibile dare un giudizio con mezzo allenamento. Non è il loro periodo migliore, ma so bene cosa possono dare a questa squadra».
TRAGHETTATORE «Io traghettatore? Anche quando allenavo i pulcini pensavo di rimanere a lungo, lo stesso quando ero alla Lazio. Sono consapevole che non va sempre così».
OBIETTIVI «In questo periodo due, tre giocatori stanno vivendo un momento non felice, ma sono gli stessi che venivano esaltati qualche mese fa. Abbiamo obiettivi importanti in vista, quindi non ha senso fare bilanci adesso. Il prossimo traguardo è la partita con il Cesena».
CARROZZIERI «Difesa a tre? Io non sono capace, ma forse gli altri sono più bravi… Secondo me non dobbiamo comunque snaturarci. Carrozzieri? Finora l’ho visto solo sulle figurine, non posso parlarne ancora».
FUTURO «Sono stato contattato da Sampdoria e Roma, ma non ho parlato con nessuno perché la mia testa è ancora qua. Magari mi sarei guardato intorno in questo periodo, ma non ho avuto tempo».
Siciliane a fatica: quale il risultato più inaspettato?