




Intervenuto a Malles Venosta per la propria conferenza stampa, il centrale rosanero Ezequiel Munoz parla delle sue impressioni sul neo tecnico Stefano Pioli. Ipotizzando una difesa a tre e con l'obiettivo di raggiungere la Nazionale grazie alle prestazioni in rosanero, il centrale di Pergamino spende parole d'elogio per la tifoseria rosanero, in particolar modo per quella che ha invaso Roma un mese fa.
DIFESA: «Ho già giocato con questo tipo di difesa nelle giovanili dell'Argentina. Non è difficile adattarsi, quando lavori non è mai difficile. Sappiamo di dovere lavorare in allenamento, non so se giocheremo a 3 o a 4, il mister non ci ha detto ancora nulla. Vediamo come vorrà giocare il tecnico e ci adegueremo di conseguenza»;
ACQUISTI: «Devo sempre allenarmi con il massimo impegno in maniera tale da poter dare il mio contributo alla causa rosanero. Cetto e Mantovani? Mauro lo conosco perchè ha fatto bene anche in Argentina mentre Mantovani no. Ma posso assicurare che sono due ottimi elementi che torneranno utili nel corso della stagione»;
PRIMO ANNO: «Abbiamo raggiunto traguardi importanti, l'ottavo posto in campionato e la finale di Coppa Italia, mister Rossi mi ha dato molto a livello tattico e di esperienza. Europa? A livello personale posso crescere giocando in serie A ma anche in Europa»;
PIOLI E PASTORE: «Il mister? Già dai primi allenamenti mi ha fatto una grandissima impressione. Si vede che si tratta di un tecnico con una grande voglia di lavorare e di dare tutto alla squadra. Javier? Speriamo che rimanga perchè è un giocatore importante che può darci tantissimo»;
OBIETTIVO: «Il mio obiettivo primario è crescere e fare bene, se riesco a fare bene con il Palermo posso anche raggiungere la Nazionale. Assetto difensivo? il mister non ci ha detto nulla sotto questo punto i vista, per il momento è ancora presto»;
RICORDO: «E' stata la partita più importante della mia carriera. Straordinaria la gara ma anche la festa della gente. 40.000 palermitani presenti, qualcosa di impressionante. Abbiamo fatto il possibile per cercare di portare a casa la Coppa, ma l’Inter era davvero forte»;
DIFETTO: «Difetti? Se ho un difetto credo sia sotto il profilo tattico, devo migliorare molto sotto questo punto di vista. Mi allenerò con il massimo impegno, cercando di fare del mio meglio»;
COESIONE: «Gruppo argentino isolato? Non è proprio così, anzi dico che non è affatto vero. In allenamento siamo abbastanza uniti, fuori dal campo ognuno sta con chi vuole. Direi che è la lingua a fare la differenza, ma solamente fuori dal terreno di gioco. La squadra è molto unita»;
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