Bologna, contro i limiti per difendere la storia

La presentazione dei prossimi avversari del Catania


Si sperava in un inizio diverso. Si sperava che l’impresa dell’anno precedente con Malesani in panca fosse più di uno stimolo per un campionato tranquillo e all’altezza della propria tradizione. Anche i tifosi più appassionati sanno però che il Bologna dell’ultimo scudetto del ’64, il Bologna mai retrocesso in cadetteria fino all’’82 e il Bologna arrivato in semifinale di Coppa Uefa nel ’99 sono ben altra cosa rispetto a quello che è invece il Bologna adesso, una squadra che fare i conti con un budget limitato e una situazione societaria confusa fino a qualche tempo fa.

FALSA PARTENZA Una rosa rinforzata in maniera importante rispetto alla dignitosa salvezza dello scorso campionato, conseguita in anticipo nonostante la penalizzazione di due punti, non è stata accompagnata da un lavoro di eguale spessore almeno dal punto di vista psicologico: Pierpaolo Bisoli, chiamato in estate dopo essere stato esonerato dal Cagliari l’anno scorso più per problemi relazionali che per rendimento, costruisce un gioco discreto ma la personalità e i risultati scarseggiano. Un solo punto in cinque gare valgono all’ex tecnico del Cesena il benservito da parte del presidente Guaraldi e schiodano dalla poltrona Stefano Pioli, tornato nella squadra che lo ha lanciato come allenatore (timoniere della primavera rossoblu prima di esordire tra i pro con la Salernitana nel 2003) dopo l’appiedamento da parte di Zamparini al termine di un disastroso precampionato al Palermo.

SITUAZIONE RADDRIZZATA, MA… Trascorsi quasi tre mesi dall’arrivo dell’ex difensore di Juventus e Fiorentina sulla panca rossoblu, si può dire che il cambio di allenatore abbia in una certa misura giovato al morale e prima ancora alla classifica. E’ però un Bologna che non riesce a colmare delle lacune pesantissime, come la difficoltà nel far valere il fattore campo (ben cinque su sette le sconfitte al ‘Dall’Ara’) e lo status di peggiore squadra del campionato nel possesso palla e nella supremazia territoriale: dati statistici non facili da spiegare a fronte di una rosa comunque di un certo spessore tecnico, impreziositasi tra gli altri con Diamanti e Konè.

C’E’ DIVAIO-DIPENDENZA? Col passare del tempo sta indubbiamente venendo meno qualche certezza, e tra gli emiliani la certezza più fulgida e importante negli ultimi anni sono stati i gol in massiccia quantità di Marco Di Vaio, praticamente l’uomo decisivo per la prima e per la terza salvezza (2008-09 e 2010-11). Sotto le torri non si potrà mai smettere di essere grati al 35enne romano, che ha trovato in rossoblu la giusta dimensione per chiudere in grande una carriera in cui avrebbe potuto fare meglio con un pizzico di fortuna e considerazione in più: è vero però che nessun giocatore è eterno e purtroppo non lo è neanche l’ex bomber di Parma e Juve, andato a segno finora solo quattro volte. Una frequenza realizzativa meno alta che non è stata compensata dai contributi dell’ormai eterno incompiuto Acquafresca e delle mezzepunte Diamanti e Ramirez.

BRIEFING Domenica pomeriggio i felsinei, quart’ultimi in graduatoria con 15 punti, cercheranno di interrompere la striscia di due ko consecutivi e di strappare altri punti contro il Catania, atteso al ‘Dall’Ara’ alle 15. Pioli dovrà fare a meno della colonna difensiva Portanova, squalificato, e potrebbe ‘approfittarne’ per introdurre un nuovo modulo con la difesa a tre, utilizzato più volte in settimana sia negli allenamenti che nell’amichevole contro l’Imolese. Rubin, tornato in prestito dopo sei mesi di stasi al Parma, dovrebbe subito trovare spazio nel centrocampo a quattro in linea, mentre aumentano le possibilità che Ramirez giochi dal 1’ dopo alcuni giorni di pausa forzata a causa di una tonsillite.


Michele Patanè 07/01/2012
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