



PESCARA-TRAPANI, 0-1: vincono i granata, Gambino regala i tre punti e la zona play off
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Torna l'appuntamento con il Borsino della Serie A. Andiamo a vedere chi sale e chi scende al termine dell'ultimo turno del girone d'andata.
Chi sale
Cavani lancia il Napoli. Una tripletta dell'uruguaiano stende la Juventus e proietta gli azzurri al secondo posto in solitaria. I tifosi partenopei continuano a sognare: dopo Maradona, ecco un altro sudamericano che potrebbe fare rima con la parola scudetto.
Inter, rimonta da grande squadra. I nerazzurri, dopo un'ora sotto ritmo, escono dal guscio e riescono a replicare all'iniziale vantaggio del Catania. Si riduce, così, la distanza dai cugini rossoneri: con due partite ancora da disputare, la rincorsa al sesto tricolore di fila non è più un'impresa titanica.
Grande Udinese, nonostante il pari. I friulani impartiscono una lezione di calcio al Milan, comunque capace di recuperare il risultato grazie ai suoi solisti. Totò Di Natale continua a farsi beffe delle difese avversarie: a "San Siro" sigla una doppietta che lo proietta a quota tredici reti. E siamo soltanto alla fine del girone d'andata...
Bologna corsaro. I felsinei colgono tre punti importanti contro il fanalino Bari, raggiungendo la parte sinistra della classifica. Anche in questo caso non possiamo esimerci dal tessere le lodi di un bomber sempre puntuale quando si tratta di buttarla dentro, ovvero Marco Di Vaio. Undici reti, sino a questo momento, per il capitano rossoblù.
Fiorentina, viaggio all'inferno con ritorno. Nella domenica delle rimonte, l'impresa più eclatante la compiono i viola, sotto di due reti a un quarto d'ora dal termine e usciti dal terreno del "Franchi" con l'intera posta in tasca. Mihajlovic salva la panchina, ma il rischio esonero è sempre dietro l'angolo.
Sorpresissima Lecce. I salentini battono a domicilio la tanto incensata Lazio e si reinseriscono di prepotenza nella lotta per la sopravvivenza in massima serie. Complimenti alla società per aver saputo tenere duro, confermando il tecnico De Canio nonostante una classifica non certo brillante.
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Chi scende
Milan, fuga rimandata. I rossoneri sciupano una ghiotta opportunità per aumentare il divario dalle immediate inseguitrici e si trovano costretti a rincorrere l'Udinese sino al 94'. Ci pensa il solito Ibra a fissare il risultato sul 4-4, in virtù di un assist al bacio firmato dal neo-arrivato Cassano. Allegri sorride amaro e teme il ritorno dei cugini interisti, tutt'altro che disposti ad abdicare.
Lazio, non è qui la festa. Nel giorno dei 111 anni del club biancoceleste, gli uomini di Reja offrono al loro pubblico una prestazione scialba che permette al Lecce di tornare in Puglia con tre punti d'oro. Bisogna voltare pagina, le avversarie per un posto in Champions cominciano a fare paura.
Liguria amara per la Roma. I giallorossi, complice la disastrosa prova di Juan, contro la Samp perdono la partita e, con ogni probabilità, l'ultimo treno per rientrare nella lotta scudetto. Poco carina la decisione di Ranieri di mandare in campo Totti nei secondi conclusivi del recupero: un campione di quel calibro meriterebbe maggiore rispetto.
Juventus in panne. Inizio 2011 choc per la Vecchia Signora: in tre giorni, zero punti e Storari trafitto in sette circostanze. Neppure un Toni sufficiente è riuscito a salvare l'onore della squadra di Delneri, scivolata al sesto posto in graduatoria.
Suicidio Brescia. Non avrà dormito sonni tranquilli, questa notte, mister Beretta. Una compagine che lotta per salvarsi non può subire tre gol nel quarto d'ora finale, dopo aver condotto con due reti di vantaggio per la restante porzione di match. Ingenuità di questo tipo possono costare la B.
Bari, solo un fuoco di paglia la vittoria nel derby. I biancorossi perdono meritatamente contro il Bologna e vedono aumentare a cinque i punti di distanza dal quart'ultimo posto. Per mantenere la serie A, a questo punto, serve un grande girone di ritorno.