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Soprannominato il «Dottore» per la sua grande serietà, cultura e dedizione al proprio lavoro e chiamato «Vlado» dai suoi tifosi, Vladimir Petkovic è uno degli allenatori più bravi e capaci di cui il nostro campionato può godere. Il suo calcio è un calcio veloce, rapido che fa del cinismo la sua arma migliore e la sua Lazio fa paura, basti guardare lo score della squadra biancoceleste, i numeri da Champions sono oggettivi: 33 punti in 17 gare, un anno fa la Lazio di Edy Reja era a 30 e fare meglio, diciamolo pure, era un'impresa, impresa che Petkovic è riuscito a vincere. Ma i record sono fatti per essere battuti e solo dopo qualche mese che siede nella panchina della Lazio, il mister bosniaco può entrare nella storia del club eguagliando il record di 39 punti realizzati al giro di boa del campionato, proprio come nella Lazio scudettata della stagione 99/2000. Una Lazio che possiamo considerare tra le grandi, anche se il campionato è lungo, ma tutte le big del nostro calcio hanno trovato un muro invalicabile nella squadra di Petkovic, che ha battuto il Milan, la Roma e l'Inter, e pareggiato fuori casa con la Juventus. Una formazione coesa, compatta che può ancora migliorarsi nel nostro campionato e tornare grande.
Petkovic nasce nel 1963 a Sarajevo, ha tre cittadinanze quella bosniaca, croata e svizzera, parla ben otto lingue. Ebbe una carriera non troppo brillante come calciatore, ma cambiò totalmente pelle iniziando la carriera d'allenatore: ama il gioco offensivo, i suoi moduli sono dediti all'attacco; ad esempio nella Lazio, Klose è la punta di riferimento che garantisce tanti gol, ma dietro di lui Petkovic ha creato un centrocampo, formato da 4 giocatori, che corrono avanti e indietro, sostenendo la manovra offensiva con grande rapidità ed equilibrio. Per tanti anni ha allenato in svizzera, nel Bellinzona, con una piccola parentesi nel Lugano, dove fece molto bene ma tuttavia non fu confermato; cosi è lo Young Boys ad assicurarsi il tecnico bosniaco, che però non lascia un buon ricordo accasandosi al Sion, squadra che porterà alla salvezza.
Dal 31 maggio scorso è allenatore della Lazio e i risultati che sta portando a Roma, fanno sorridere quel pezzo di capitale biancoceleste, che spera di tornare grande nel calcio che conta. Ha già conquistato non solo i tifosi laziali. ma tutti quelli d'Italia, con la sua grande correttezza, la sua obiettività, la sua voglia di non accendere polemiche; amato dai giornalisti per la sua classe ed eleganza, fonde con la disponibilità la sua chiarezza discorsiva che lo rende un allenatore compassato anche nel nostro calcio, che conosce da pochi mesi, ma che in realtà sembra conoscere da sempre. Petkovic è la dimostrazione vivente, che per far diventare una squadra vincente e competitiva, non necessariamente si devono provocare i colleghi o stringere un rapporto d'inimicizia con la stampa. È il continuatore di quella serie di allenatori ormai passati, ma che sono entrati nella storia del calcio per la loro eleganza, per la loro classe, ritratto di un calcio che può ancora essere d'elite e non solo polemiche, scandali o provocazioni.
Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, si coccola il suo «Dottore», taumaturgo di un'Aquila ferita negli anni scorsi, ma che ora vola domenica dopo domenica sempre più in alto.