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E il cielo sopra Firenze non è mai stato così viola. Viola si, ma molto vicino al nero. La Lazio espugna l’Artemio Franchi in rimonta e guadagna la testa momentanea della classifica in coabitazione con il Chievo Verona. Per la squadra di Mihajlovic, a dire il vero gli undici messi in campo dal tecnico serbo hanno ben poco di “squadra”, tanto rammarico visto il vantaggio iniziale e una posizione di classifica, che nonostante le tre giornate di campionato disputate, comincia ad essere deficitaria per chi ad inizio campionato proclamava sogni di gloria dal gusto europeo.
Reja sa bene le insidie che nasconde la trasferta e schiera i suoi con un prudente 4-4-1-1 con Matuzalem nella zona nevralgica del campo al posto di Brocchi ed Hernanes alle spalle dell’unica punta Rocchi. Mihajlovic invece sorprende tutti e lancia dal primo minuto Alessio Cerci sulla trequarti al fianco di Vargas e Ljajic, a supporto di Gilardino. Già proprio quel Gilardino che, un po’ per colpa sua un po’ per colpa della squadra, sembra la brutta copia del bomber ammirato nelle due stagioni precedenti passate in toscana.
Partono comunque bene i gigliati che almeno ad inizio gara, prendono in mano il pallino del gioco e cercano di mettere sotto i biancocelesti. La gabbia difensiva preparata da Reja però regge bene e se non fosse stato per un regalo dell’arbitro Damato non ci sarebbe stato lo svantaggio iniziale: Cerci cade in area di rigore accentuando molto la caduta. Il direttore di gara non se ne ravvede e concede il penalty: sul dischetto si presenta il giovanissimo Ljajic che non sbaglia. Uno a zero e Fiorentina avanti.
Ma è un vantaggio illusorio che dura una manciata di minuti perché poco dopo Ledesma ristabilisce la situazione di parità. Nell’azione da segnalare il pregevole assist di Mauri (che entrerà anche nell’azione del raddoppio laziale) e la sfortunata deviazione di Pasqual che mette fuori causa Frey.
La Fiorentina non ci sta e si getta a testa bassa alla ricerca del nuovo vantaggio. Così facendo Hernanses&co hanno la possibilità di ripartire su ampie praterie ed è solo una questione di centimetri se alla fine del primo tempo il tabellino non recita Fiorentina 1-2 Lazio. Nel finale annullato, giustamente, un gol a Gilardino.
La ripresa, iniziata con Brocchi al posto di uno spento Bresciano e con Marchionni al posto di Cerci, si tinge subito di biancoceleste. Ci provano Rocchi, due volte, e Ledesma ma i risultati non sono dei migliori. Con il passare dei minuti il ritmo cala e i pericoli cominciano a diminuire. Al 61’ Reja chiama in panchina Rocchi e lancia il giovane Kozak: è proprio il talento ceco cresciuto nella primavera, a trovare il guizzo vincente sette minuti dopo il suo ingresso: ennesima azione di Mauri sulla sinistra, palla al centro per Hernanes che di sinistro costringe Frey alla corta respinta e Kozak, ben appostato, mette dentro per la sua prima realizzazione in campionato.
Paradossalmente la partita finisce qua. La Fiorentina prova in tutti i modi ad affacciarsi dalle parti di Muslera ma le idee sono poche, e quelle che vi sono, sono alquanto confuse. La Lazio gestisce bene il possesso palla fino al 90’ dove, dopo tre minuti di recupero, l’arbitro decreta la fine delle ostilità. Per Mihajlovic tanti fischi, accompagnati inesorabilmente da tanti pensieri. Per la squadra di Lotito, invece, prima gioia in trasferta del campionato. Giocando così un posto in Europa League non è un miraggio.