



'La Sicilia nel pallone': volano Catania, Acr Messina e Licata, respirano Noto e Acireale
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Catania si risveglia con un pari arrivato ad Udine che lascia un po’ di amaro in bocca per come è giunto: si poteva, forse, stare più attenti in quel minuto finale e, magari, non lasciare il "pluricannoniere" della Serie A indisturbato in area. Alla fine è comunque un punto prezioso in vista della sfida del “Massimino” contro la Lazio prevista domenica.
Torneranno a disposizione di Maran due elementi importanti come Legrottaglie e Marchese mentre nella Lazio mancherà il cannoniere Klose, fermato dal giudice sportivo per somma di ammonizioni. Per un biancoceleste assente ce ne sono due che tornano arruolabili per la sfida contro i rossazzurri: Ledesma ed Hernanes hanno scontato la loro squalifica e con molta probabilità li rivedremo in campo al “Massimino”.
Cerchiamo di capire, adesso, quali potrebbero essere gli elementi più pericolosi di una Lazio che sembra esser in calo rispetto ad un avvio di stagione esaltante.
Abbiamo scelto appunto tre pedine importanti nel centrocampo laziale. Il gioco corale di mister Petkovic, oltre a nutrirsi delle reti del bomber Klose, si basa sugli inserimenti dei centrocampisti che spesso e volentieri vedono la porta meglio di una normale punta. In effetti possiamo constatare come Hernanes, già salito a quota 5 reti stagionali, Candreva, a 2 gol, e l’attardato Ledesma, ad una sola marcatura, siano gli elementi di spicco di una squadra costruita a fari spenti. Chi, quindi, meglio di loro, in assenza di Klose, potrebbe insidiare il fortino rossazzurro al “Massimino”?
CANDREVA ANTONIO
A 25 anni sembra aver trovato, finalmente, la quadratura del cerchio nella Lazio e le prestazioni recenti ne sono la prova inconfutabile. L’esordio in Serie A arriva con l’Udinese che lo preleva dalla Ternana, dopo tre belle stagioni in maglia rossoverde. A Udine, però, è solo di passaggio e viene ceduto in prestito, quasi subito, al Livorno.
In amaranto gioca una stagione e mezza impressionando in positivo gli addetti ai lavori e guadagnandosi l'attenzione del Ct azzurro Lippi, che lo convoca nel novembre 2009 per le amichevoli con Svezia e Olanda, e della Juventus che lo ingaggia a gennaio. Il romano però non convince e a fine stagione i dirigenti bianconeri decidono di non riscattarlo e rispedirlo nuovamente a Udine.
Passa dal prestito dal Parma a quello successivo targato Cesena, fino ad approdare nella sessione di gennaio alla Lazio che al termine della stagione ne acquista il cartellino in comproprietà. Antonio, tecnicamente, è un centrocampista quasi completo: ha nel suo repertorio gli inserimenti senza palla, il tiro da fuori, la corsa palla al piede e i passaggi filtranti. A livello di modulo può fare benissimo sia il trequartista che l’esterno di fascia, per non parlare del centrale di centrocampo.
Il laziale non disdegna affatto la via della rete: segna reti eccezionali con i suoi tiri da fuori che sembrano telecomandati, con la sfera che s’insacca di precisione negli angoli remoti della porta. Al “Massimino” cercherà l’ennesima conferma e sarà una brutta gatta da pelare per i centrocampisti e difensori rossazzurri ma soprattutto per Andujar che dovrà stare attento a non farsi trovare spiazzato perché Candreva, come abbiamo visto nella gara col Milan, ne potrebbe approfittare.
LEDESMA CRISTIAN DANIEL
Stesso cognome di una vecchia conoscenza del Catania, quel Pablo tornato in Argentina dopo dissidi con la società etnea, il laziale Ledesma sta maturando il settimo campionato in maglia biancoceleste. Argentino naturalizzato italiano, Cristian è una delle intuizioni di Pantaleo Corvino che lo porta a Lecce dove fa il suo esordio in Serie A.
Nel 2006 viene ceduto alla Lazio dove si mette subito in mostra per la sua caratura tecnica e per le sue doti da leader di centrocampo. Ledesma non è un giocatore dalla rete facile: nei suoi anni con la Lazio ha segnato appena dodici reti, soprattutto su calci piazzati. Facente parte della razza dei “Tuttocampisti”, al momento, tra le fila biancocelesti, ha il compito di giocare nella mediana proponendosi come regista basso di centrocampo.
Ottimo nello smistare palloni a destra e a manca, ha dalla sua una spiccata visione di gioco che gli permette di anticipare i movimenti dei compagni servendoli col “contagiri”. Elemento essenziale e “oscuro” del centrocampo biancoceleste, potrebbe risultare decisivo al “Massimino” per la sua caratteristica di riuscire a sbloccare le partita da calcio piazzato. Inoltre, renderà la vita difficile ai centrali offensivi rossazzurri data la sua ottima tecnica e i suoi ottimi fraseggi stretti in fase di scarico palla.
HERNANES ANDERSON DE CARVALHO
Fa i suoi primi passi nel campionato “paulista” con la storica maglia del San Paolo, dove si consacra in Brasile come “O profeta”. La Lazio lo acquista nell’agosto del 2010, strappandolo ai più grandi club di tutto il mondo e soprattutto al Milan che lo cercava da tempo. Arrivato in Italia, impressiona subito il proprio allenatore, Reja, che lo schiera immediatamente titolare. Già alla prima stagione in biancoceleste, mette a segno ben 11 reti che per un centrocampista vogliono dire tanto.
Alla seconda stagione si ripete, non riuscendo ad eguagliare il numero di gol marcati ma maturando sotto l’aspetto tattico. Hernanes nasce come trequartista ma pian piano sta trovando posto anche come regista basso di centrocampo. La sua dote è l’estro impregnato di una qualità tecnica eccezionale che gli permette di fare giocate sontuose.
Incredibili sono le sue reti, realizzate con una naturalezza impressionante da posizioni impossibili. Paragonato ai più grandi giocatori del panorama mondiale che hanno ricoperto il suo ruolo, Hernanes, in questo spicchio di stagione, ha dato già prova che a 27 anni compiuti è pronto per fare il salto di qualità e approdare in una squadra che rincorre obiettivi internazionali. Con 5 reti in appena 9 partite sta diventando lo spauracchio delle difese di mezza Serie A, nonostante non giochi da punta.
Il Catania avrà davanti un osso veramente duro che metterà in continua allerta la zona difensiva rossazzurra, quest'ultima non dovrà farsi trovare impreparata perché giocatori di questo calibro non possono fare altro che punirti quando meno te lo aspetti.
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