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Il Borsino della Serie A

Chi sale e chi scende


Torna l’appuntamento con il Borsino della Serie A. Andiamo a vedere chi sale e chi scende al termine della terza giornata.

Chi sale

Il Cesena continua a stupire. I romagnoli battono 1-0 il Lecce e volano in testa al campionato. Dopo tre giornate quella romagnola è l’unica formazione a non avere al passivo neppure una rete. La squadra di Ficcadenti gioca bene e diverte, candidandosi al ruolo di nuova squadra mascotte degli italiani.

Torna a riassaporare aria di primato anche l’Inter, vittoriosa 2-1 al “Barbera” di Palermo. Contro i rosanero gli uomini di Benitez sfoderano la prima prestazione convincente di questo inizio di stagione e ritrovano un Julio Cesar in forma straordinaria, decisivo in un paio di circostanze.

È vera Juve. I bianconeri asfaltano l’Udinese e rilanciano le proprie ambizioni in chiave scudetto. Sugli scudi il giovane Krasic, considerato dall’ambiente come il nuovo Pavel Nedved. Bene anche gli attaccanti, specialmente Quagliarella, autore di una rete di rara bellezza. Delneri gongola.

Vittorie d’alta classifica per Brescia e Lazio. Le rondinelle infliggono il primo ko all’ormai ex capolista Chievo. Decisivo, ancora una volta, Diamanti, vera e propria ciliegina sulla torta dell’accorto mercato condotto dalla società di Gino Corioni. I capitolini invece, dopo il ko all’esordio in casa della Sampdoria, hanno collezionato soltanto vittorie, portandosi a ridosso della strana coppia Cesena-Inter. Si rivela sapiente, ancora una volta, il lavoro portato avanti da Edy Reja, già fondamentale nel finale della scorsa stagione in chiave salvezza.

***

Chi scende

Udinese, è crisi nera. I friulani, ancora fermi al palo, beccano quattro gol dalla Juventus e si ritrovano sempre più ultimi. Serve una sterzata, altrimenti la stagione potrebbe prendere una brutta piega. Pozzo per il momento conferma Guidolin, ma la pazienza del patron non è illimitata.

Fiorentina e Palermo continuano a deludere. Viola e rosanero cadono in casa, entrambe con il punteggio di 1-2, contro Lazio e Inter e si ritrovano penultime. Sempre gli stessi i problemi cui devono porre rimedio i rispettivi tecnici: sterilità in attacco nel caso di Mihajlovic, fragilità difensiva per Rossi. Bisogna fare presto, il rischio che le concorrenti per l’Europa scappino è concreto.

Roma in tilt. I giallorossi, reduci dalle due scoppole di Cagliari e Monaco di Baviera, dilapidano un patrimonio di due reti e si fanno raggiungere dal Bologna. La tensione regna sovrana nello spogliatoio, lo sfogo di Ranieri nella conferenza del sabato ne è un segno tangibile. Totti, al momento, mostra scarsa sintonia con i compagni di reparto e rischia di diventare un problema serio per il tecnico di Testaccio. I tifosi cominciano a mugugnare: se non arrivano i risultati, molto probabile una maxi contestazione come già accaduto all’inizio della scorsa stagione.


Gianluca Rubino 20/09/2010
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