Cavani forza tre, Napoli vola

Il film della giornata


Lazio 2-0 Fiorentina

Era sul mercato fino all’altro ieri, adesso non lo è più. Il giovane ceco Libor Kozak incanta l’Olimpico e permette ai tifosi biancocelesti di continuare a coltivare il sogno Champions. La Lazio di Reja piega una bruttissima Fiorentina grazie alla doppietta del giovanissimo ceco che batte Boruc prima su rigore e poi finalizzando al meglio un bel contropiede. Viola mai in partita e mai in pericolosi dalle parti di Muslera. L’unica “emozione”, se così si può chiamare, la regala Cerci che di sinistro calcia a pochi metri dal palo difeso dal portiere uruguaiano. Per Firenze è notte fonda. Mihajlovic lo sa e la voce di un possibile cambio sulla panchina viola prende sempre più corpo.

Brescia 0-3 Chievo

Era obbligato a vincere per salvare la panchina. Nemmeno il pareggio lo avrebbe aiutato e addirittura il suo Brescia è stato umiliato, sia sul piano del gioco che sul piano del risultato, dal Chievo. Mario Beretta non è più l’allenatore della squadra lombarda che nel primo anticipo della domenica cede malamente alla squadra clivense e vede compromettere ulteriormente la posizione in classifica. Al “Rigamonti” decidono la doppietta di Pellissier (entrambe le reti siglate nei finali di tempo) e il sigillo di Mandelli nella ripresa. In casa bresciana è stato richiamato l’ex allenatore Iachini, che aveva guidato la squadra fino a 45 giorni fa.

Cagliari 2-1 Bari

Doppio Matri, croce e delizia Agazzi, e il Cagliari viaggia spedito verso la parte medio-alta della classifica. In quello che sta diventando sempre più il fortino della squadra sarda, al “Sant’Elia” i ragazzi di Donadoni piegano la resistenza del Bari grazie alla doppietta del centravanti di Lodi, inguaiando ulteriormente la squadra di Ventura, lontana ormai sette lunghezze dalla quart’ultima in classifica. Dicevamo croce e delizia Agazzi: il giovane portiere rossoblu prima compie una papera colossale sul destro dalla distanza di Okaka permettendo ai pugliesi di riaprire la gara, poi si esalta parando prima un rigore a Rudolf e, sulla ribattuta, si immola dinanzi alla conclusione dello stesso attaccante ungherese. Tutto questo accade nella prima frazione; nella ripresa il Cagliari gestisce bene il possesso palla e i biancorossi non impensieriscono più Agazzi.

Genoa 3-1 Parma

A due mesi di distanza il Genoa torna a vincere e a muovere la classifica. Nel pomeriggio la squadra di Ballardini batte il Parma e aggancia in classifica i cugini Sampdoriani. Ma grande merito del successo rossoblu va attribuito al difensore parmense Paletta: il centrale argentino prima causa un rigore, poi “batte” il proprio portiere Mirante e, infine, regala un assist agli avversari. E’ vero che giornate così capitano raramente ma Marino starà ancora rimpiangendo l’ingenuità di Paci nel match contro il Brescia. I marcatori: dopo sedici minuti apre le danze Palacio su rigore, pareggio di Crespo al 33’, ma tra il 43’ e il 45’ prima Paletta e poi Kaladze spianano la strada al successo ligure.

Lecce 1-1 Cesena

Poteva rappresentare la svolta della stagione e lo era fino al 94’: poi lo stacco di Bogdani a gelare l’intero “Via del Mare”. Lecce e Cesena impattano uno a uno per un pareggio che non serve a nessuna delle due compagini. In casa salentina è immenso il rammarico per l’occasione sprecata, ancor di più, dopo la prodezza di Rosati che, al minuto numero ottantatre, respinge il rigore calciato dal croato Budan appena entrato. Il vantaggio dei padroni di casa era maturato dopo dieci minuti con Corvia: l’ex centravanti di Roma aveva incornato sugli sviluppi di calcio d’angolo e trafitto l’incolpevole Antonioli. Poi la beffa nel finale: cross di Ceccarelli e stacco imperioso della punta albanese:  uno a uno senza vincitori e senza vinti.

Napoli 4-0 Sampdoria

Re Mida-Cavani e il Napoli torna a volare dopo lo “stop” infrasettimanale contro l’Inter in Coppa Italia. Una tripletta dell’asso uruguaiano asfalta la Sampdoria che, prima della partita odierna, vantava la miglior difesa del campionato con diciotto reti subite. Da dimenticare, dunque, la prima senza Pazzini per la squadra blucerchiata che patisce eccessivamente l’assenza di una vera punta e non si rende mai pericolosa dalle parti di De Sanctis, spettatore non pagante. Per la cronaca l’altra realizzazione partenopea porta la firma di Hamsik


Antonino Marino 30/01/2011
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