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Enrico Chiesa studia da allenatore, l'ex bomber di Samp, Parma, Fiorentina, Lazio e Siena, 17 presenze e 7 reti con la Nazionale maggiore, 171 gol nei campionati professionistici, ha risposto ad alcune domande in un'intervista esclusiva per Golsicilia:
Hai collezionato 510 presenze da professionista e realizzato 171 gol, quale di queste ricordi con maggior piacere?
«Non saprei scegliere, io in Serie A ne ho realizzati tanti, penso che i gol, belli o brutti che siano, dipende dai punti di vista, l'importante per un attaccante è che la palla vada in gol, poi il resto conta poco».
Una volta conclusa la carriera hai deciso di intraprendere la carriera da allenatore, quale squadra ti piacerebbe allenare?
«Senza dubbio la Nazionale, è come quando si chiede ad un bambino cosa vorrebbe fare da grande, molto probabilmente risponderà di voler diventare calciatore. Credo che per un allenatore la Nazionale rappresenti il massimo».
Hai vissuto tre stagioni importanti alla Fiorentina, anche se l'ultima è stata forse la parentesi più triste della tua carriera con l'infortunio che ti ha tenuto fuori tutta la stagione. In viola hai realizzato 34 reti in 59 presenze, che ricordo hai di quell'esperienza?
«Un esperienza, purtroppo finita male, perchè alla fine dopo l'infortunio non ho più giocato e a fine stagione sono andato via. È stata comunque una bella esperienza, tre anni importanti, a Firenze ho vinto una Coppa Italia, ho fatto la Champions League e ho giocato con grandi giocatori, una bella esperienza come le altre che ho fatto nella mia carriera».
Cosa pensi della stagione che stanno disputando i viola e di Mihajlovic?
«Sulla Fiorentina bisogna fare un analisi generale, non possiamo pensare che la squadra va male e la colpa è solo di Mihajlovic o dei giocatori. Il problema nasce da questa estate, Mihajlovic ha avuto problemi nel dover gestire una rosa ricca di infortunati, ha perso giocatori come Jovetic e Frey, perciò ha dovuto adeguarsi e vedere giorno per giorno chi stava bene. Bisognerà aspettare la fine del campionato per tirare le somme».
Domenica al "Franchi" di Firenze arriva il Catania, che match ti aspetti?
«Sarà una partita difficile per entrambe, la Fiorentina sta vivendo un momento particolare, ha giocato male a Bari anche se non ha perso. Il Catania viene dalla vittoria contro il Genoa ottenuta con le unghie, nel primo tempo il Genoa meritava di più per cui ha vinto una partita importantissima in un momento delicato del campionato, anche perchè poi Brescia e Lecce hanno pareggiato. Per il Catania può essere un passaggio importante domenica all'Artemio Franchi».
Cosa ne pensi della decisione del Catania di puntare su Simeone, tuo ex compagno ai tempi della Lazio?
«Il Catania in questi ultimi anni sta facendo molto bene, a parte gli esoneri che fanno parte del calcio. L'anno scorso ha preso Mihajlovic che ha portato la squadra alla salvezza, poi ha puntato su Giampaolo, un allenatore preparatissimo che sa lavorare molto bene, però nel calcio contano i risultati. Ha scelto Simeone che conosce già il calcio italiano e che non sta facendo male, domenica, lo ripeto, secondo me ha vinto una partita fondamentale, perchè se non faceva risultato diventava dura. La società negli ultimi anni ha lavorato bene, investito bene e soprattutto venduto bene».
Cosa pensi della decisione di Zamparini di esonerare Rossi e della scelta di affidare la squadra a Serse Cosmi?
«Credo che il Palermo abbia preso un allenatore esperto, un allenatore che conosce il calcio italiano, bravo soprattutto nei momenti difficili. Non dimentichiamo però che Delio Rossi è un grande allenatore, uno dei più preparati e dei più bravi. Ritengo che Rossi sia stato uno dei più bravi e il Palermo negli ultimi anni ha giocato un buon calcio».
Tu al posto del presidente Zamparini, dopo uno 0-7 cosa avresti fatto?
«Non saprei, io credo che non sia stato il 7 a 0 ad aver influito maggiormente, secondo me è tutta la situazione che si era venuta a creare ad aver portato alla decisione di interrompere il rapporto con l'allenatore».
Per concludere ti chiedo un pronostico su Fiorentina-Catania, sullo scontro per lo scudetto e la lotta salvezza
«Per la lotta scudetto secondo me se la giocano Milan e Inter, per quanto riguarda il Napoli, bisognerà vedere in che posizione si troveranno i partenopei tra un mese, quando ci sarà lo scontro diretto tra Inter e Milan. Fiorentina-Catania è una partita delicatissima per entrambe, il Catania se fa risultato a Firenze mette una buona ipoteca per la salvezza. Per la retrocessione è ancora lunga, sono tutte li, sta facendo bene il Lecce, che insieme a Cesena e Brescia fa parte di quel gruppo di squadre che lotteranno fino alla fine».
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