



Juve Stabia-Trapani 2-3: le pagelle
Primavera: la Roma surclassa il Palermo
Il Trapani ritrova anche il successo esterno: 3-2 sul campo della Juve Stabia
Gigi Chiavaro a GS.it: «Il Catania deve imporsi con personalità a Torino»
Missione compiuta, almeno per il momento. La Fiorentina piega non senza affanno la resistenza del Bari e salva la panchina di Mihajlovic, in bilico ormai da qualche settimana. Partita dura, maschia, giocata con eccessivo agonismo. Decidono un gol di Donadel nel primo tempo e un tap-in di Gila nella ripresa. Nel finale il sigillo pugliese con Parisi che regala forti emozioni ai tifosi accorsi al Franchi impauriti dallo spauracchio rimonta.
L’allenatore serbo sorprende tutti schierando i suoi con l’infruttuoso 4-2-3-1 di inizio stagione. In settimana, viste le numerose assenze per infortunio, Mihajlovic aveva provato più volte il 4-4-1-1, ma come si suol dire, al cuore non si comanda. Recupera in extremis Montolivo e Santana prende il posto dell’acciaccato Vargas sulla trequarti. In avanti il solo Gilardino. Dall’altro lato Ventura manda in panchina Pulzetti (dato alla vigilia titolare inamovibile) e affida le chiavi del centrocampo ad uno spaesato Almiron. In attacco la coppia Barreto-Castillo, che in 90’, non riuscirà mai ad impensierire come di dovere la difesa viola.
Pronti via e la Fiorentina sale in cattedra. Montolivo e Donadel prendono subito in mano il pallino del gioco, Santana e Marchionni sono continue spine nel fianco per Belmonte e Parisi, Ljajic manda in tilt la gabbia difensiva preparata da Ventura e Gilardino fa quello che può. Che le due squadre vivono un momento molto differente lo si nota già in avvio con situazioni psicologiche al di fuori del normale: i giocatori viola giocano come se fosse la partita della vita, consapevoli che per Mihajlovic si tratta dell’ultima spiaggia. Quelli pugliesi invece, sono più molli, nonostante la classifica non gli conceda la possibilità di rilassarsi.
Il primo brivido, nonostante ciò, è di marca barese. Al 9’ Ghezzal si guadagna una punizione da posizione favorevole, ma il tentativo di Almiron viene respinto da Frey. D’ora in avanti solo Fiorentina. Ci provano in rapida sequenza Marchionni (il migliore dei suoi), Gilardino e Santana ma la fortuna non li assiste. A metà tempo l’ex ala di Juventus e Parma si divora l’impossibile: S. Masiello perde palla maldestramente pochi metri fuori dall’area di rigore, Ljajic serve Marchionni che calcia debolmente tra le mani di Gillet. Ma questo è solo il preludio al gol, che arriva una manciata di minuti dopo: lo stesso Marchionni da destra scarica per l’accorrente Donadel che di destro incrocia sul secondo palo. Uno a zero e Fiorentina avanti.
Il Bari accusa il colpo e si rintana nella propria metà campo. Prova ad approfittarne due volte Montolivo ma se una volta trova la respinta di Gillet, nella seconda pecca assolutamente di coordinazione.
La ripresa, iniziata con Rivas al posto dell’anonimo Castillo, segue grossolanamente il copione del primo tempo: Fiorentina in continuo possesso di palla e Bari alla ricerca di ripartenze che tardano ad arrivare. Ma a differenza della prima frazione qualcosa cambia: Marchionni e Santana accusano la fatica e non pungono più come prima, Gilardino è male assistito dal resto della squadra e la partita viaggia sull’inevitabile binario della noia. Non a caso la prima emozione, se così si può chiamare, arriva al 68’ quando Pasqual e Belmonte decidono di dar vita a continue scintille, spente prontamente da Morganti con un doppio cartellino giallo.
E proprio nel momento più noioso del match arriva il raddoppio della Fiorentina: Ljajic salta due uomini, scaglia un bolide che Gillet non trattiene e Gilardino respinge in rete per il più facile dei gol. Sembra tutto finito con la Viola sul doppio vantaggio a dieci minuti dalla fine. Ma quando mai. Un clamoroso black out dell’assetto difensivo gigliato permette a Parisi di mettere dentro sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Per fortuna di Mihajlovic e dei Della Valle non c’è più tempo. Con questo successo i toscani agguantano i pugliesi all’undicesimo posto in classifica a quota otto punti. Sinisa può respirare.