



Viareggio Cup: esordio esplosivo per il Palermo, 5-0 contro il Leichhardt
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Brescia 2-0 Parma
Serviva una vittoria per scacciare via la crisi e per salvare la panchina, e vittoria è stata. Il Brescia di Beretta piega la tenue resistenza di un Parma mai in partita che patisce doverosamente l’espulsione del difensore Paci nel primo tempo. Gara dai ritmi blandi per tutti i 90’ con i lombardi che, vista la deficitaria posizione di classifica, provano a fare qualcosa in più rispetto ai colleghi ducali. Alla fine del primo tempo il vantaggio delle rondinelle firmato Bega: il centrocapista prende palla e dai 30 metri lascia partire un sinistro che si stampa sul palo interno e poi entra. Nella ripresa ci si aspetta la reazione degli uomini di Marino ma i ritmi non si alzano e per Baiocco&Co è facile gestire la gara. A fine gara il sigillo di Diamanti, che così come Bega, di sinistro lascia partire un missile che supera per la seconda volta l’incolpevole Mirante. Dall’altro lato, Sereni spettatore non pagante.
Cesena 0-1 Roma
Una rete, o per meglio dire un’autorete di Pellegrino all’87’, permette alla Roma di Ranieri di espugnare Cesena e continuare la rincorsa per un piazzamento Champions. Partita dai ritmi molto elevati sin dalle prime battute, dove emiliani e capitolini si allungano e a guadagnarne è lo spettacolo. Il tecnico dei giallorossi lascia a riposo Borriello e opta per il tridente composto da Menez, Totti e Vucinic. In casa bianconera invece Ficcadenti sceglie il 4-3-3 (4-5-1 in fase di non possesso) con il croato Budan terminale offensivo. Il montenegrino Vucinic è il più attivo dei suoi e costringe in più circostanze Antonioli al miracolo. Dall’altro lato Doni vede sbucare palloni da ogni dove ma prima Cassetti e poi De Rossi salvano il risultato. Nella ripresa, per ovvi motivi fisici, i ritmi calano. Ranieri mette dentro Adriano per l’evanescente Menez e Borriello per Vucinic. E quando tutto sembrava volgere verso un pareggio inutile per entrambe le compagini arriva il gol che decide la partita: tiro di Totti (deviato) che si stampa sulla traversa, raccoglie Adriano che di sinistro a botta sicura trova un super Antonioli, e quando l’azione sembrava essersi spenta Simplicio, nel tentativo di rimettere dentro la sfera, trova la sfortunata deviazione di Pellegrino che condanna i suoi all’ennesima sconfitta stagionale. Per la Roma tre punti d’oro e quarto posto, per il momento, salvo.
Genoa 2-4 Udinese
Se serve qualche lezione su come impostare i contropiedi in una partita di calcio chiedere al Sign. Francesco Guidolin. Dopo i quattro gol rifilati al Milan sette giorni orsono, l’Udinese replica l’impresa ma questa volta ai danni di un Genoa tramortito che, della pseudo cura Ballardini, non ne sente minimamente gli effetti. Quattro contropiedi per sconfiggere il Grifone a domicilio, quattro reti di quattro giocatori diversi per vendicare l’immeritata sconfitta patita nella partita di andata. Apre le marcature Armero che, raccolto un lancio di Pinizi, si invola a tu per tu con Edoardo e lo beffa con un docile tocco sotto. A scadere di primo tempo il pareggio ligure con l’evergreen Milanetto. La ripresa inizia così come si era chiusa la prima frazione e, Di Natale prima e Destro 120’’ dopo, fissano il risultato sul 2-2. Partita finita? Macchè. L’Udinese non ci sta proprio e con le reti di Sanchez al 70’ e di Denis al 90’ porta a casa tre punti d’oro che la proiettano in classifica a -5 dalla zona Champions. Per Ballardini, invece, è notte fonda.
Juventus 2-1 Bari
Dopo il primo sorriso annuale ottenuto giovedì scorso in Coppa Italia, arriva il primo sorriso stagionale in campionato. La Juventus piega non senza affanni la resistenza di un Bari mai domo e stacca momentaneamente in classifica Palermo e Inter. Del Neri, che deve fare i conti con le numerose defezioni, lancia dal primo minuto il Primavera Giannetti, mentre in difesa, Traorè viene preferito a Grygera. La gara si infiamma subito e il pallino del gioco si tinge di bianconero. Sono almeno tre gli interventi decisivi di Gillet a scongiurare la capitolazione dei suoi. Ma non può niente il portiere belga dinanzi alla perfetta punizione di Del Piero che, a 7’ dall’intervallo, trova le ragnatele sotto l’incrocio dei pali. Uno a zero e partita in discesa? Assolutamente no. Il Bari di Ventura si scuote e perviene al pareggio ad inizio ripresa grazie alla rete del neo acquisto Rudolf. Da lì in avanti emozioni a non finire con le squadre tutte protese ad offendere piuttosto che a difendere. Brividi, tanti brividi, per Gillet e Buffon ma la gara non si schioda fino all’80’ quando Aquilani batte violentemente al volo e supera l’incolpevole portiere biancorosso. Per la Juve tre punti che sanno di paradiso, per il Bari una sconfitta che sa di condanna.
Lazio 1-0 Sampdoria
Minuto 77: Reja richiama in panchina l’impalpabile Sergio Floccari e getta nella mischia il giovane Libor Kozak. Minuto 84: punizione di Ledesma dal vertice alto dell’area di rigore e l’attaccante ceco, di testa, batte Curci sul primo palo. Uno a zero e la Lazio torna a volare agguantando al secondo posto in classifica il Napoli. Questa tutta la sintesi di Lazio-Sampdoria, questa la fotografia di una delle partite più brutte del campionato. Nessuna emozione, ritmi lenti e compassati, e squadre che rinunciano ad attaccare sin dalle prime battute. Se si pensa che per i liguri un punto a Roma sarebbe stato un punto guadagnato, lo stesso non si può dire per i biancocelesti che, fortuna a parte, non hanno fatto nulla per meritarsi questi tre punti dall’indiscusso valore. Da annoverare, nelle file blucerchiate, l’esordio di Federico Macheda, laziale d’adozione che nella mezz’ora giocata però, sente troppo l’emozione e sbaglia anche i più facili degli appoggi.
Con questo successo, come detto, la Lazio aggancia il Napoli a 37 punti in classifica mentre la Samp rimane ferma a quota 26.