



Viareggio Cup: esordio esplosivo per il Palermo, 5-0 contro il Leichhardt
Caso Campofranco-Marsala, Gerardi a GS.it: «Aggressione nei miei confronti premeditata»
Misterbianco, Chiavaro a GS.it: «Play off possibili. Aggressione a Brolo? Sono amareggiato»
Trapani: a Pescara hai dimostrato di essere ''grande''
Ultimo atto oppure no? Titolo già a Milano (sponda rossonera, ovviamente) già da domenica o rinvio di sette giorni? Berlusconi ha dato per chiuso il discorso scudetto e in pratica lo è. Se l’Inter non dovesse vincere a Cesena, nell’anticipo della trentacinquesima giornata di campionato, direbbe praticamente addio al tricolore. Un addio eventualmente annunciato perché difficilmente il Milan non riuscirà ad imporsi, in casa, su di un Bologna che ha tirato i remi in barca già da qualche settimana. La squadra felsinea, che staziona sulla tranquillissima soglia dei quaranta punti, non ha più nulla da chiedere alla propria stagione se non mettere in mostra i giovani più promettenti. Ma dinanzi al maestoso scenario che si suppone vi sia domenica a “San Siro” è difficile affermarsi, figuriamoci per i giovani.
Ma parlando di Milan e Inter abbiamo, in pratica, trascurato l’avversario di turno dei nerazzurri. La squadra di Leonardo è attesa dalla difficilissima trasferta di Cesena, ove quest’anno al “Manuzzi” son cadute parecchie nobili del nostro calcio. La squadra di Ficcadenti, che tra l’altro sta attraversando uno stato di forma straordinario, è in piena corsa per non retrocedere e nonostante i due punti di vantaggio sulla coppia Sampdoria-Lecce, l’acqua alla gola è d’obbligo.
Proprio Sampdoria e Lecce sono attese da due partite classicamente definite scontri “diretti”. I liguri, tornati alla vittoria domenica scorsa contro l’ormai retrocesso Bari, ospiteranno un Brescia all’ultimissima spiaggia. Un eventuale pareggio o addirittura sconfitta per le rondinelle comprometterebbe e non poco la stagione dei ragazzi di Iachini. Per Di Carlo invece vincere significherebbe togliersi forse definitivamente dai guai. Il Lecce, invece, è atteso dalla dura trasferta di Verona contro un Chievo praticamente salvo che però con un successo “ufficializzerebbe” la salvezza, portandosi a quota 42 in classifica. Se Pioli può contare su tutti gli effettivi lo stesso non si può dire per De Canio. Il tecnico giallorosso dovrà fare a meno di Ofere, Bertolacci e Giuliatto. In avanti dovrebbero esser riproposti Di Michele e Jeda, con quest’ultimo in ballottaggio con Corvia.
Per quanto riguarda la zona Champions invece spicca il posticipo tra Lazio e Juventus. Se è pur vero che per i bianconeri la strada dell’Europa che conta è ormai sbarrata, per i laziali la situazione è completamente differente. Detentrice, al momento, della quarta posizione in classifica la squadra di Reja avrà il compito di respingere gli assalti di Roma e Udinese. I giallorossi sono attesi dalla “facile” trasferta di Bari mentre i friulani saranno di scena al “Franchi” contro una Fiorentina con il dente avvelenato per l’anonimo campionato disputato.
Infine, a chiudere il programma della giornata, ci pensano Napoli e Genoa. La squadra di Mazzarri dopo la seconda sconfitta consecutiva rimediata a Palermo ha praticamente abbandonato qualsivoglia sogno tricolore. Ma la speranza di superare l’Inter in classifica a coronamento di una straordinaria stagione è forte. Per l’occasione l’ex tecnico di Livorno e Samp potrà contare sul rientro da titolare di Lavezzi con conseguente accomodamento in panchina di Mascara. Sull’altro fronte Ballardini si gioca la riconferma in Liguria: Boselli sostituirà lo squalificato Palacio mentre a centrocampo è sicuro il forfait di Marco Rossi, in dubbio anche per il derby in programma giorno 8. Al suo posto Antonelli del primo minuto.