Borriello-Jimenez: sorridono Roma e Cesena

Gli anticipi della 17^ giornata


Cesena 1-0 Cagliari

Poteva essere l’ultima gara di Ficcadenti sulla panchina emiliana ma fortunatamente, per lui, non lo è stata. Era la classica “ultima spiaggia” per l’ex allenatore del Verona ma una magia di Jimenez al 17’ ha permesso ai bianconeri di di superare un Cagliari irriconoscibile e portare a casa una vittoria dal valore incommensurabile. Il cileno, risultato alla fine dei 90’ uno dei migliori in campo, ha sbloccato il match con un grandissimo gol figlio di un’azione personale nella quale tre giocatori sardi si son fatti saltare come birilli.

In condizioni ambientali al limite del surreale, il tecnico emiliano schiera un po’ a sorpresa Lauro difensore destro e ritrova Pellegrino al centro. La novità più importante di giornata però  viene dal centrocampo. Dopo uno stop lungo un mese e mezzo torna in campo, da titolare per giunta, Fabio Caserta che al rientro ha messo a disposizione della squadra quella fantasia e quell’esperienza venuta meno finora alla compagine cesenate. Sull’altra panchina, invece,  Donadoni non rinuncia al tanto caro 4-3-1-2 nonostante l’assenza per squalifica di Nenè. Al suo posto gioca Acquafresca in coppia con l’inamovibile Matri. A centrocampo spazio al terzetto Conti-Biondini-Nainggolan con il conseguente accomodamento di Lazzari in panchina.

Come detto precedentemente le condizioni ambientali la fanno da padrone. Il campo, ghiacciato, rende impossibili le giocate palla al piede e pertanto conclusioni ed emozioni tardano ad arrivare. Ma la prima, che giunge al 17’, decide in pratica la partita con il sigillo di Jimenez, arrivato dopo uno scambio palla a terra  con l’ottimo Giaccherini.  Nonostante lo svantaggio però il Cagliari non si scuote. Le maglie bianconere reggono bene l’urto dei sardi e l’unico pericolo giunge nel finale di tempo quando il volenteroso Acquafresca colpisce la traversa e, sulla ribattuta, Conti spara altissimo ad Antonioli battuto.

Nella ripresa, iniziata sulla falsariga della prima frazione, Donadoni le prova tutte inserendo Lazzari al posto dello spento Conti e utilizzando Nainggolan come playmaker ma risultati non se ne vedono. La gabbia difensiva preparata da Ficcadenti regge egregiamente come testimoniato dallo scarso impegno di Antonioli in tutta la partita. Nel finale di gara, prima di uscire tra gli applausi, ancora un’occasione per Jimenez ma il suo destro a botta sicura viene disinnescato in corner da un difensore. Fuori Bogdani dentro Budan, l’attaccante croato risulta essere fondamentale sia in fase difensiva che in quella offensiva. Sono decisivi i suoi stacchi aerei sui cross degli esterni sardi e sono altrettanto preziosi i secondi persi dal centravanti nel tentativo di far rifiatare e/o risalire i suoi.

Con questa vittoria il Cesena sale a quota 15 agganciando al terz’ultimo posto Brescia e Lecce. Per il Cagliari, invece, sconfitta quasi indolore visto che la zona calda è ancora lontana cinque punti e l’obiettivo Europa quest’anno è pura utopia. 

Milan 0-1 Roma

Era l’unico risultato disponibile per poter riaprire il campionato, e alla fine è arrivato. Merito di un ex col dente avvelenato, merito di quel Marco Borriello che in questo avvio di campionato è diventato il più grosso rimpianto estivo di Galliani. La zampata decisiva è sua. Un po’ fortunosa, va ammesso, ma la fortuna bisogna andarsela anche a cercare. Lui lo ha fatto, ci è riuscito, e alla fine ha posto fine a quel tentativo di fuga abbozzato dai rossoneri dopo la vittoria di Bologna.

Allegri, che già deve rinunciare a Thiago Silva, Zambrotta e Flamini rischia di perdere Nesta nel pre-partita a causa di un risentimento muscolare, ma l’ex centrale della Nazionale stringe i denti e alla fine disputa un’eccellente gara. In avanti confermato il tridente delle meraviglie composto da Boateng, Ibrahimovic e Robinho. Sull’altra panchina Ranieri sorprende tutti: fuori Totti, dentro Adriano. Una scelta coraggiosa quella dell’ex tecnico di Parma e Juventus capace di lanciare dal primo minuto un giocatore smarrito e sul piede di partenza. La partita del brasiliano non è sicuramente da ricordare negli annali: la buona volontà c’è, la condizione fisica no.

In un primo tempo abulico, dove le due squadre preferiscono difendersi piuttosto che offendere, i due portieri rimangono praticamente inoperosi. Due sole le note da ricordare al termine dei primi 45’: l’infortunio muscolare di Pirlo (sostituito da Seedorf) e la clamorosa occasione sprecata da Ibra. Lo svedese, lanciato con precisione da Gattuso, si presenta a tu per tu con Doni ma perde il tempo per battere a rete e si fa ipnotizzare dall’estremo difensore brasiliano.

Nella ripresa, invece, la partita decolla e fioccano così anche le emozioni. Merito e demerito soprattutto della Roma che cerca con maggiore insistenza la via del gol, e quasi inevitabilmente, lascia ampi spazi agli avanti rossoneri che però non mettono mai in “crisi” la retroguardia giallorossa. In ogni caso Menez sale in cattedra: svaria da destra verso sinistra e viceversa, va per vie centrali, prova la conclusione più volte e quando accelera Bonera e Nesta non lo riescono a prendere. Proprio su un’accelerazione del francese arriva il gol che decide la partita, con quel Marco Borriello che a dispetto del trascorso in maglia rossonera, si lascia andare in un’esultanza piuttosto plateale.

Subìto il colpo la squadra rossonera prova a scuotersi ma Ibrahimovic non è in giornata. E anzi è ancora la Roma ad andare vicina alla rete con De Rossi, che con una volee dai 30 metri costringe Abbiati a rifugiarsi in corner. Nel finale entra Dinho, ma la musica non cambia e Ranieri espugna “San Siro” riaprendo, di fatto, il campionato.  


Antonino Marino 18/12/2010
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