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Altro miracolo? A questo punto viene naturale porsi qualche domanda se effettivamente nel calcio ci si possa affermare usufruendo del raziocinio e della meticolosità anziché di fior fiori di milioni, che per carità, non guastano mai. Due partite, punteggio pieno, cinque gol fatti e due subiti, affermazioni sia in casa che in trasferta e testa della classifica solitaria. E’ questo il nuovo Chievo di Luca Campedelli, Giovanni Sartori e Stefano Pioli, “rei” di aver ribaltato tutti i pronostici di stagione, almeno in avvio di campionato.
Il primo, vero e proprio artefice della scalata al vertice del ChievoVerona in questi anni, non ha mai lesinato impegno per la causa e i risultati, anno dopo anno, gli danno sempre più ragione. C’è chi gridava alla “fine” del miracolo Chievo dopo la retrocessione in B maturata tre stagioni orsono, e menomale oserei dire. Nonostante la squadra clivense guardi dall’alto verso il basso le altre 19 società di A, il ds Sartori preferisce volare basso, ribadendo per l’ennesima volta che l’obiettivo principale rimane solo ed esclusivamente la salvezza. “ C’è soddisfazione, ovviamente. Iniziare così era un sogno che si è realizzato. Come ha detto anche il nostro tecnico, mancano 34 punti alla salvezza, è questa la cosa importante. Il nostro obiettivo non cambia assolutamente dopo queste due vittorie, siamo appena agli inizi. Navighiamo a vista, domenica dopo domenica, sperando di andare avanti così” ha assicurato Sartori. Per concludere: “La forza è nel gruppo che si conosce bene? Sicuramente, cambiare poco aiuta sempre. I ragazzi si conoscono da tempo, questo è sicuramente un vantaggio”.
Ma qual è l’effettivo zoccolo duro della squadra? La sicurezza principale, nemmeno a dirlo, viene dalla porta. Stefano Sorrentino, classe ’79 da Cava dei Tirreni. Su di lui nel corso della sessione estiva di mercato son circolate tantissime voci. Dal Genoa al Torino, passando per Bergamo e Udine. Alla fine lui è rimasto lì, in quel di Verona, dove ormai difende i pali da due stagioni. Ma la difesa non è solo Stefano Sorrentino. Alla corte di Pioli vi sono tanti di quei giocatori che fanno gola a molte “big” del nostro calcio. Due nomi su tutti? Andrea Mantovani e Marco Andreolli, che a differenza dei compagni Mandelli e Sardo,hanno dalla loro parte l’età. A centrocampo, paradossalmente, la situazione è analoga. All’ormai sempreverde Michele Marcolini (leader indiscusso della squadra) viene ruotata, a turno, gente che nell’arco di qualche stagione farà il definitivo salto di qualità. Simone Bentivoglio è uno tra questi, così come lo sono Luca Rigoni e Gelson Fernandes. In avanti? Sergio Pellissier, trentuno primavere, aostano. Aggiungere altro credo sia superfluo. 85 reti in A con la maglia veronese bastano e avanzano per far capire il valore che del giocatore all’interno dello spogliatoio clivense.
Ogni tanto nel calcio i miracoli accadono, a volte invece, il tutto è figlio di una programmazione a lungo termine. Inutile illudersi, il Chievo non entrerà mai nell’elite del calcio mondiale, ma almeno a livello nazionale, poter narrare storie come queste, è qualcosa di straordinariamente piacevole. Ai posteri l’ardua sentenza.