GIALLOMBARDO a GS.it: «Il Catania mi ha lanciato nel calcio che conta»

Le esclusive di Golsicilia.it - Il doppio ex di Catania e Livorno


Mancano poche ore alla chiusura della finestra invernale di mercato, dove il Catania provvede a reperire in extremis il rinforzo cercato in avanti (CLICCA QUI per l'intervista realizzata ieri al giornalista Sky Peppe Di Stefano). A scorrere però è anche il conto alla rovescia che conduce ad un altro appuntamento molto importante a livello sportivo, ovvero lo spareggio-salvezza del “Massimino” contro il Livorno di domenica pomeriggio. A margine della sfida, Golsicilia.it ha intervistato in esclusiva un doppio ex: il terzino sinistro Andrea Giallombardo, romano classe ’80, che milita attualmente nel Gubbio (girone B di Prima Divisione) in prestito dal Parma. Giallombardo disputò 41 gare in rossazzurro nel torneo di serie B 2003-04, risultando tra gli elementi più positivi di quell’annata e conquistandosi l’affetto della piazza etnea, prima di passare ai labronici in serie A, dove giocò anche con la Lazio.

Per cominciare, una domanda sulla tua esperienza al Gubbio, dove dopo una serie di risultati negativi e il cambio di allenatore (lo scorso 15 gennaio Roselli al posto di Bucchi) siete tornati alla vittoria domenica scorsa, in casa contro il Prato. Dopodomani la trasferta di Grosseto, e la zona playoff è tuttora a vista…

«Siamo rimasti dispiaciuti per il cambio di allenatore, ha significato che le colpe sono state di tutti; è stato importante però aver ritrovato la vittoria, e adesso contiamo di proiettarci ad un campionato positivo».

Il palinsesto della terza giornata di ritorno del campionato di serie A, domenica pomeriggio, vedrà opposte in un vero e proprio scontro salvezza due tue ex squadre, Catania e Livorno. Qual è la tua previsione? Quanto pensi possa incidere questo match sull’evoluzione della lotta per la permanenza in serie A?

«Purtroppo entrambe le squadre navigano nei bassifondi della classifica, per loro è importante fare punti e si tratta a tutti gli effetti di uno spareggio. Gli scontri diretti, si sa, contano molto alla fine del campionato, quindi mi aspetto una gara molto combattuta. Che vinca il migliore».

Parlando più nel dettaglio della tua avventura a Catania, che ricordi hai di quell’esperienza? Era l’estate 2003, arrivasti in prestito dal Perugia nel contesto di un mercato fatto in pochissimi giorni dal ds Guido Angelozzi, dopo la riammissione in serie B. Le premesse erano nebulose, ma con l’andare delle settimane avete fatto ricredere molti e fu un’annata da incorniciare…

«Sì, ricordo che arrivai proprio il 31 agosto, a venire fummo più o meno venti giocatori. Sembrava che fossimo destinati ad un campionato di sofferenza, ma la squadra messa in piedi dal direttore risultò davvero buona. Catania fu una grossa opportunità per me, ebbi la possibilità di giocare per la prima volta in serie B, io che fino all’annata precedente giocavo in C2 (col Grosseto, ndr). Ho ricordi meravigliosi, sarei voluto rimanere ma purtroppo non dipese da me in quanto rientrai al Perugia; tuttavia, sono rimasto molto legato alla città, che mi ha fatto sentire a casa mia, ho lasciato anche degli amici e quando ho la possibilità scendo volentieri in Sicilia. Ho trascorso dei mesi fantastici, che inoltre hanno contribuito a che mi lanciassi definitivamente in una carriera in cui, alla fine, ho seminato abbastanza».

Quale occasione di quella stagione ti viene più immediato ricordare? Ci furono diversi momenti esaltanti, e fino a poche giornate dalla fine coltivavate il sogno della promozione in serie A, quell’anno riservata alle prime cinque classificate con la sesta che andava allo spareggio con la terz’ultima del massimo campionato…

«Giocammo bene per diverse gare in tutto l’arco della stagione e in effetti sfiorammo il salto di categoria, del resto quello era l’unico anno in cui la zona promozione era così ampia. Se devo scegliere un’occasione in particolare, a pensarci dico la gara in casa con la Fiorentina al ritorno (terz’ultima giornata, 1-1 il 29 maggio 2004, Berrettoni per il Catania e Riganò su rigore per i viola, ndr) che avrebbe potuto darci la spinta per inseguire la serie A fino alla fine».

Chiudendo con la tua situazione attuale, quest’anno sei sceso in Lega Pro dopo diverse stagioni disputate dignitosamente in serie B con Ascoli e Grosseto e il contributo alla promozione in cadetteria del Latina negli ultimi sei mesi della scorsa annata. Quali idee stai coltivando per il futuro? E infine, quali auspici ti senti di fare per Catania e Livorno?

«Quanto al versante personale, ora vado per i 34 anni e sto giocando a Gubbio, più vicino a casa mia, in prestito dal Parma, cui sono legato con un contratto di tre anni; miro semplicemente a chiudere la carriera in maniera dignitosa e senza assilli, fornendo la massima professionalità fino alla fine e pensando anche alla mia famiglia, adesso sono padre di un bambino. Catania e Livorno sono due piazze a cui sono strettamente legato: i rossazzurri mi hanno lanciato nel calcio che conta, gli amaranto mi hanno dato l’opportunità di giocare in serie A. Spero in un pari domenica e che a fine stagione si salvino entrambe».

Grazie e in bocca al lupo ad Andrea Giallombardo.

Si ringrazia l’ufficio stampa dell’AS Gubbio 1910


Michele Patanè 31/01/2014
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