



Palermo, Verre e Belotti: i nuovi ''picciotti'' rosanero
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Chi pensava che quanto raggiunto e vissuto fino a due domeniche fa fosse già abbastanza, si sbagliava. Ancora una volta il “Massimino” si trasforma in un luogo di festa al termine della stagione, il miglior campionato del club etneo della propria storia nella massima serie alla sua penultima tappa vede i dati e le giocate lasciare spazio ad un quarto d’ora liberatorio, che racchiude ed esprime le emozioni di un’annata vissuta sempre col pedale dell’acceleratore a manetta. Prima del rettilineo finale e della salita sul gradino più alto del podio dei cuori dei tifosi rossazzurri, c’è però da affrontare l’ultima curva: la trasferta di domenica all’”Olimpico” di Torino, dove la vittoria diventa un imperativo per la conquista dell’ottavo posto finale.
La definitiva ripresa dopo la flessione di alcune settimane orsono è stata certificata anche dalla positiva prestazione e dal successo nell’ultima gara casalinga dell’anno contro il Pescara. Il dolce sabato sera del “Massimino” lascia i ricordi di un’altra festa collettiva di fine stagione, quasi da considerare un appuntamento ormai rituale, ma per gli uomini di Rolando Maran la sfida più probante arriva paradossalmente proprio adesso: la posizione finale dei rossazzurri non è ancora definita, e ad oggi il Liotro occupa l’ottavo posto in classifica davanti all’Inter di Stramaccioni.
La possibilità di eguagliare il miglior risultato della storia nella massima serie, al di là del vantaggio di iniziare la Coppa Italia direttamente dagli ottavi di finale, val bene una prova di intensità e concentrazione in casa dei granata di Ventura, rimandando alle 17 di domenica la gratificazione e il riposo da vincente per un campionato che ha portato con sé un’incetta di record. E potrebbe non essere finita: permane la possibilità di migliorare ulteriormente lo score in termini di punti, cosiccome il primato di vittorie esterne che finora è stato eguagliato con tre successi.
L’unica preoccupazione risiede nel mantenimento della giusta tensione e della lucidità mentale, visto che anche avanti ieri si ha avuto modo di apprezzare un Catania tonico, brillante e intraprendente: tre aggettivi riflessi anche dalle ultime prestazioni di Pablo Barrientos, probabilmente mai granitico e a corrente continua come in questo finale di stagione. Le sue giocate sono una gioia per gli occhi per la platea rossazzurra, che lo ha sommerso di applausi negli ultimi minuti del match contro gli abruzzesi alla sua uscita dal campo, ma al tempo stesso il suo crescente contributo quantitativo in entrambe le fasi di gioco è un dato importante che indica quanto Catania sia ormai la dimensione ideale per il “Pitu”.
Chi è diretto ad una dimensione diversa e più prestigiosa è Alejandro Gomez, il cui gol potrebbe essere stato un dolce congedo dal “Massimino”, mentre Giovanni Marchese potrebbe aver lanciato la propria maglia ai tifosi in curva Sud per l’ultima volta. Le voci di mercato non risparmieranno nemmeno Lodi, Bergessio e Spolli, ma ogni discorso su cosa ne sarà dell’organico va rinviato al “rompete le righe”.
Riserviamo gli ultimi due capoversi del nostro editoriale alla festa dei tifosi rossazzurri tenutasi ieri pomeriggio in città, in piazza Duomo, teatro sette anni fa del giubilo del popolo etneo per il ritorno in serie A. Motivo della raccolta in piazza, organizzata e “pubblicizzata” tramite forum e social network, era sicuramente la celebrazione dell’annata in cui il Liotro ha raggiunto il punto più alto nell’Olimpo del calcio nazionale; tuttavia, la certezza della retrocessione del Palermo in serie B, giunta alcune ore prima, ha fatto sì che il tema dominante fosse costituito da manifestazioni ed episodi di scherno all’indirizzo della squadra e dei tifosi rosanero, alcune delle quali eccedenti i limiti dei legittimi sfottò nel contesto della sana rivalità sportiva.
Per il futuro, nutriamo l’auspicio che in occasione di risultati simili a quello raggiunto in questa stagione, difficile ma non certo impossibile da ripetere se non da migliorare, tra tutti i tifosi prenda campo il più possibile la tendenza a rivolgere la gioia e i festeggiamenti al proprio club e ai suoi stupendi colori, in nome del proprio amore e del proprio appassionato e splendido supporto oltreché di quell’umiltà e di quello spirito introspettivo che costituiscono due tra i tanti fattori fondamentali alla base del continuo percorso del sodalizio rossazzurro, l’anno prossimo per l’ottava volta di fila ai nastri di partenza del massimo campionato nazionale.