



Taormina, De Cento a GS.it: «Arrivare ai play off non è impossibile, a dicembre...»
Trapani: le statistiche dopo 10 giornate
Palermo: a Siena quarto risultato utile consecutivo, con Iachini trovata la 'retta via'?
LICATA: STOP NELLA TRATTATIVA PER CEDERE IL CLUB, FALLIMENTO DI NUOVO AD UN PASSO
Il legame diretto, quasi naturale, dei colori rossazzurri con i giocatori di nazionalità argentina ha un’origine molto più lontana di quella relativa agli ultimi anni di lustro in serie A. Quella che può quasi definirsi una tradizione discende dagli anni ’60, quando la squadra del presidente Marcoccio e dell’allenatore Di Bella viveva le prime salvezze in serie nel massimo campionato: merito anche di Salvador Calvanese, attaccante proveniente dalla terra delle Pampas.
Calvanese, nato a Buenos Aires il 17 agosto 1934, era una punta rapida (172 cm x 71 kg), cresciuta nel Ferro Carril Oeste, squadra di un sobborgo della capitale argentina, dove gioca anche le sue prime stagioni da professionista. Gioca poi per due anni con l’Atlanta, altra squadra di Buenos Aires, esibendo sia qui che in biancoverde una buona frequenza realizzativa.
Tant’è che nel ’59 arriva il momento dello sbarco in Europa, per la precisione in Italia: si imbatte nella massima serie nostrana con il Genoa, con cui vive un’annata di apprendistato con 15 presenze senza segnare.
Saranno forse i colori più accesi, sarà forse l’aria “caliente” del Cibali, ma Salvador, chiamato Todo, conosce la propria esplosione nel Catania, mettendosi subito in evidenza come uno dei trascinatori per le prime storiche salvezze in serie A del club etneo, dopo il campionato ’54-’55, chiuso sopra la zona rossa ma seguito da una retrocessione per illecito sportivo.
Catania vive le prime pagine di splendore della propria storia calcistica e lo deve anche al giocatore argentino, più volte protagonista con i rossazzurri in alcune delle stagioni che impongono il sodalizio dell’Elefante all’attenzione degli addetti ai lavori, specie dopo il brillante girone d’andata nel campionato ’60-’61. Tale torneo, dopo un calo collettivo nel girone di ritorno, fu chiuso magnificamente con lo storico successo sull’Inter di Helenio Herrera: il 4 giugno 1961 i gol di Todo e di Castellazzi regalarono al campionato di serie A un pezzo d’antalogia.
Calvanese lascerà il Catania nel ’63, andando a giocare per una stagione all’Atalanta. Tornerà in rossazzurro l’estate successiva, chiudendo la carriera sotto l’Etna nel ‘67, dopo non esser riuscito ad evitare la retrocessione in B del ’66. Todo abbozzerà, senza successo, una carriera da allenatore, guidando all’inizio degli anni settanta prima lo stesso Catania, poi il Siracusa.
In rossazzurro totalizzò in tutto 123 presenze, condite da 25 reti. Giorgio Michelotti, suo compagno di squadra dell’epoca, ha detto di lui ai nostri microfoni alcuni mesi fa: «Era un grande amico, mi è dispiaciuto tantissimo che sia partito per l’Argentina: lui doveva rimanere qua. Quando una persona cui si è affezionati va via, è sempre un pezzo di cuore che se ne va. Poteva realizzarsi meglio come calciatore, qui era a casa sua: ognuno nella sua vita fa sempre un errore indelebile, il suo è stato quello di lasciare Catania».