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Siamo già entrati in quello che possiamo definire come il primo vero test di maturità per il Catania. Il match contro l’Inter, infatti, potrebbe rappresentare il primo vero spartiacque tra la gestione Montella e quella attuale di mister Maran. I rossazzurri non sono mai riusciti a fare bottino pieno a “San Siro” contro i nerazzurri, tornando sempre a bocca asciutta tranne che in due occasioni, compresa quella dello scorso anno, dove il Catania riuscì nell’impresa di vanificare, addirittura, un 2-0 a favore tornando da Milano con un pareggio.
SAMUEL – LEGROTTAGLIE
La potremmo definire come la sfida tra “muri” difensivi. L’argentino nerazzurro, soprannominato appunto “The Wall”, è il consueto difensore potente che fa rimbalzare su di se gli attaccanti avversari. Alle volte, torna in mente qui un vecchio spot di una nota marca di gomme che adottava un “fenomeno” come testimonial e il cui slogan era: “La potenza è nulla senza il controllo”: Samuel va in escandescenza, appunto, perdendo proprio il controllo e andando così ad aggredire più del dovuto l’avversario, rischiando pesantemente di incappare in qualche pesante sanzione. Piccoli difetti di un difensore giudicato tra i più forti del nuovo millennio calcistico.
Diverso è invece lo stile di gioco del difensore rossazzurro, Legrottaglie: fisico sì ma elegante allo stesso tempo nelle sue uscite palla al piede come negli interventi a portare via palla all’avversario. Come il collega argentino, anche Legrottaglie non manca di grinta e aggressività; inoltre, non disdegna affatto salire sui calci piazzati e metter dentro qualche palla vagante come spesso ha fatto la scorsa stagione.
CAMBIASSO – ALMIRON
La potremmo definire come sfida “albiceleste”, quella tra Inter e Catania: se andiamo a scrutare tra le rose delle due squadre notiamo che molti dei loro giocatori sono argentini. Anche questo confronto tra centrocampisti non può che parlare di Argentina.
Cambiasso è un giocatore completo che di certo il campionato di Serie A non scopre adesso. Scartato dal Real Madrid è approdato a parametro zero all’Inter dove ha vinto tutto. Giocatore polivalente, può giocare sia nei vari ruoli di centrocampo che come difensore centrale anche nella difesa a tre. Mourinho lo schierava da centrocampista avanzato perché l’argentino è bravo negli inserimenti da dietro a supportare gli attaccanti e il tabellino delle reti, infatti, parla chiaro: coi suoi 34 gol realizzati in maglia nerazzurra.
Almiron può essere definito un piccolo Cambiasso rossazzurro. Lo scorso anno l’argentino, con Montella, trovava spazio in una zona di campo più avanzata che gli permetteva di incunearsi in qualche inserimento in area di rigore e di realizzare qualche gol. Con Maran, il giocatore rossazzurro gioca più per la squadra: si sacrifica nella corsa e nel rubare palloni e, insieme a Lodi, imposta il gioco per innescare le punte. La sua classe immensa ha portato al centrocampo rossazzurro quella sicurezza delle grandi squadre, permettendo maggiore copertura anche alla zona difensiva.
MILITO – BERGESSIO
Milito è un goleador di razza: colui che se non segna per una domenica scoppia subito un caso. La scorsa stagione sembrava essersi sbloccato, dopo la sfortunata annata vissuta dopo la conquista del “Triplete”, ma le prestazioni di quest’inizio di stagione fanno ripiombare l’attaccante argentino nuovamente nell’ombra. All’Inter mancano le sue reti, sempre decisive, per attuare quella concreta rincorsa alla Juventus e al tricolore.
Bergessio, al contrario del collega nerazzurro, è un giocatore che lavora e si sacrifica per la squadra. In quest’inizio di stagione ha già messo a segno qualche rete importante dimostrando di esser diventato più concreto e decisivo. Insieme a Barrientos e a Gomez, forma il tridente più temibile della Serie A. Il tifo rossazzurro attende una sua rete per sfatare un tabù lungo oramai decenni.