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Gonzalo Bergessio si è sfogato ai nostri microfoni. L’argentino, accusato da più parti di scarso apporto in fase di realizzazione, ha deciso di uscire allo scoperto e dire la sua. Lo ha fatto in un’intervista esclusiva rilasciata a Golsicilia.it, a margine di un incontro promozionale allo store Alcott del centro commerciale Centro Sicilia di Misterbianco.
Gonzalo, è appena finita la tua seconda stagione con la maglia del Catania. Te la senti di tracciare un bilancio?
«Ritengo di aver disputato un campionato molto positivo. Anche la squadra ha fatto bene: l’unico rammarico è quello di non aver raggiunto l’Europa, ma la stanchezza, nella fase finale del torneo, ha preso il sopravvento».
In quest’annata hai messo in cassaforte sette reti. Qual è il gol che ricordi con maggior piacere?
«Sono stati tutti importanti, ma la marcatura che ricordo con particolare soddisfazione, considerando il prestigio dell’avversaria, è quella messa a segno contro la Juventus campione d’Italia».
Con Simeone la tua media era di un gol ogni due partite e mezzo; con Montella, invece, hai viaggiato a una rete ogni cinque gare. Hai forse faticato ad ambientarti nei meccanismi del tecnico campano?
«No, con lui non ho avuto problemi. Ho commesso qualche errore, lo ammetto, ma sono stato anche sfortunato sottoporta. Nonostante abbia segnato pochi gol, posso dire di aver disputato un’ottima stagione. L’anno prossimo lavorerò per cercare di migliorare in fase di finalizzazione».
A volte, però, sei sembrato poco coinvolto nella manovra offensiva della squadra. Ti aspettavi un maggior numero di palloni giocabili dai tuoi colleghi di reparto?
«No, non penso ci sia una colpevole in particolare. Se gli attaccanti hanno segnato poco è responsabile tutta la squadra. Però, non importa: abbiamo fatto un grande campionato e, ripeto, sono ampiamente soddisfatto dell’apporto che ho dato alla causa del club».
Dopo otto anni la società cambia fisionomia con l’addio di Lo Monaco. Che Catania sarà?
«Non lo so, lo vedremo insieme».
Rimarrai, quindi, alle pendici dell’Etna?
«Sì, è chiaro. Il mio contratto scade nel 2015 e intendo rispettarlo».
In questi giorni si parla tanto della possibile cessione di Alejandro Gómez. Tu che lo conosci fin dai tempi del San Lorenzo, lo ritieni pronto al passaggio a una grande squadra?
«Sì, il Papu è un grandissimo giocatore. Merita il grande salto, senza dubbio».
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