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di Michele Patané
Le strade di Gonzalo Bergessio e del Catania si uniscono nuovamente. Molti tifosi avevano storto il naso di fronte alla notizia del mancato riscatto dell’attaccante argentino dal Saint Etienne, alla cifra fissata con l’accordo siglato a gennaio di quest’anno quando Pietro Lo Monaco aveva prelevato il giocatore in prestito appunto con diritto di riscatto. Quello che sembrava un improvviso disamoramento ha costituito in realtà una semplice mossa strategica, con l’amministratore delegato rossazzurro che ha aspettato le ultime settimane della sessione di mercato per far “raffreddare il nome” e acquisire il giocatore ad un prezzo inferiore (si parla di 2 milioni scarsi) rispetto ai 4 milioni stabiliti otto mesi orsono, sia sfruttando le proprie doti persuasive sia adducendo come elemento a sostegno della propria causa le prestazioni incolori del ragazzo nelle prime due giornate del campionato francese.
Gonzalo Ruben Bergessio nasce a Cordoba il 20 luglio 1984. Prima punta di ruolo, Gonzalo ha dimostrato nella sua precedente esperienza a Catania di saper svolgere anche ruoli più “operai”, quali la seconda punta o la mezza punta esterna, grazie all’elevata resistenza e al temperamento e alla robustezza dal busto in su, segno esteriore di una buona forza fisica che gli permette di compensare la pecca nell’accelerazione nei dribbling o nella difesa del pallone. La sua arma migliore è rappresentata però dalla precisione e dalla puntualità negli inserimenti, strumento più evidente del suo repertorio di centravanti.
La sua crescita calcistica ha luogo in Argentina, prima con il Pratense, poi con l’Instituto, squadra con cui comincia anche a confrontarsi con la realtà della massima serie argentina, siglando 6 gol in 37 presenze tra il 2003 e il 2005. Il buon rendimento in questi due anni e la giovane età ne decretano la permanenza in Primera, stavolta con la maglia del Racing di Avellaneda, con cui realizza 12 reti in 35 presenze fino al giugno del 2007. In quel periodo Bergessio è uno dei più gettonati attaccanti del calcio delle Pampas, spesso serbatoio di talenti dove le grandi e medie squadre europee pescano a piene mani: una di queste è il Benfica che nell’estate del 2007 porta il giocatore nel Vecchio Continente.
Per Gonzalo tuttavia l’avventura a Lisbona è tutt’altro che esaltante: soltanto 3 presenze e nessuna rete in campionato. Si prospetta quindi il ritorno a casa, per la precisione al San Lorenzo. Di solito i passi indietro dopo le partenze verso mete più prestigiose si accompagnano a settimane di delusione e riflessione: non per Bergessio, che manco il tempo di estrarre un fazzoletto dalla tasca ha già ripreso a segnare. E a segnare tanto. Al Nuevo Gasometro giocherà per un anno solare e mezzo, in cui realizzerà ben 29 segnature in campionato e 5 in Copa Libertadores. A questo punto il giocatore è davvero pronto per l’Europa e nell’estate del 2009 compra il biglietto di sola andata: destinazione Saint-Etienne, con i Verts che hanno bruciato il Catania, già interessato ai tempi all’attaccante.
In Francia il compito che lo attende non è facile. Gli tocca subito il fardello della maglia numero 9 e non deve far rimpiangere la partenza di Gomis, andato al Lione. Bergessio non gioca sempre ma il suo rendimento è discreto, almeno in termini di quantità e presenza in campo. Nella prima stagione i gol sono 5, ma è nella seconda che Bergessio non trova mai il bandolo della matassa, non segnando mai fino a gennaio e rimediando anche un’espulsione. Proprio nel gennaio del 2011 l’interesse mai sopito di Pietro Lo Monaco per il giocatore si tramuta in un accordo con i francesi per portarlo in Sicilia.
Arriva in una squadra che da poche settimane ha cambiato guida tecnica e che cerca di costruire almeno parte del suo gioco, in una crisi d’identità che ha inibito anche la serenità e la determinazione. Il suo acquisto è finalizzato ad aumentare le soluzioni offensive di un gruppo fino a quel momento aggrappato a Maxi Lopez e alle palle inattive. Gonzalo parte in sordina esordendo a Napoli ma alla sua seconda partita in rossazzurro segna già un gol pesantissimo, che vale la vittoria contro il Genoa. Sarà il primo di cinque reti tanto ammirabili quanto determinanti: i gol della sicurezza contro Palermo, Cagliari e soprattutto Brescia e quello del momentaneo vantaggio contro la Roma. Grazie anche a lui, proprio contro i giallorossi, il Catania festeggerà la sua quinta salvezza consecutiva in serie A.
Adesso è tornato a vestire la casacca rossazzurra, non avrà più Simeone ma Montella in panchina, ma si spera che la sua carica e il suo cinismo davanti alla porta rimangano intatti e lo rendano un elemento utile all’occorrenza, sicuramente pronto a sgomitare per avere ragione di una concorrenza decisamente più nutrita rispetto all’anno scorso. Perché per il Catania essere tra gli 11 titolari significa dare tutto e ricavare il miglior esito possibile da ogni situazione. E Bergessio lo sa.
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