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Il Catania fatica a trovare la via del gol, soprattutto su azione. È un dato di fatto, confermato dalla sconfitta di Udine, la seconda esterna consecutiva. Ieri gli uomini di Montella, rivedibili anche in fase difensiva, hanno impegnato il portiere avversario solo in due occasioni: nel primo tempo con un destro di Gomez e, nella ripresa, con un sinistro di Marchese. Ma non è una situazione nuova: basti pensare che il miglior marcatore della squadra non è un attaccante, ma è il playmaker Lodi, autore di cinque reti, tutte su calcio da fermo. Sì, perché i rossazzurri sono bravi sui calci piazzati, anzi, nell’ultimo periodo sono andati in gol solo sfruttando questa loro attitudine.
Contando anche i sessantacinque minuti giocati contro la Roma, infatti, le ultime otto reti degli etnei sono arrivate tutte con la stessa modalità: contro Atalanta e Roma è andato a segno Legrottaglie su azione di calcio d’angolo; contro il Palermo gol di Lodi su punizione e Lopez su rigore; contro il Parma in rete Almiron sugli sviluppi di un corner, Lodi su rigore e Catellani su un’azione iniziata da un calcio di punizione battuto nei pressi dell’area di rigore emiliana. Anche ieri, del resto, il gol etneo è arrivato attraverso un altro penalty trasformato da Lodi. L’apporto degli attaccanti di Montella, infatti, fino a questo momento, è stato deludente: quattordici partite e tre reti, due su rigore, per Maxi Lopez, che oggi dovrebbe essere ceduto al Milan; diciassette partite, contando anche i sessantacinque minuti con la Roma, e solo tre reti anche per Gonzalo Bergessio; l’altro attaccante centrale del Catania, David Suazo, a causa di alcuni problemi muscolari, finora, è sceso in campo solo in tre spiccioli di gara senza colpo ferire; dieci spezzoni e una marcatura per Catellani. Scarso anche il bottino di altri tre giocatori offensivi, Gomez, Barrientos e Ricchiuti: per il primo diciassette presenze e un gol; dodici, condite da una marcatura, per il secondo; nove match senza gol per l’ultimo della lista.
Appare chiaro che, nel girone di ritorno, la squadra non potrà fare affidamento sul solo Bergessio: l’argentino ha deluso in questa prima parte di stagione e, del resto, in carriera non è mai stato un bomber. Suazo, invece, in serie A ha segnato 55 gol in 155 presenze, ma, a causa della sua fragilità fisica e dell’età avanzata non rappresenta più una certezza. Quello del deficit offensivo è un problema serio e, per questo, la società dovrebbe intervenire sul mercato, portando a Catania un attaccante di livello.
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