



LIVE CATANIA-PESCARA: partita iniziata
Fiorentina-Palermo: precedenti, ultime notizie e probabili formazioni
Meteo: che tempo fa sui campi delle siciliane?
Milazzo: ecco chi è il Bassano
LEGROTTAGLIE
SITUAZIONE «Io credo che manchino sei punti al di là dei due recuperi, per il gioco che ha espresso la squadra meriterebbe qualcosa in più che ha perso per strada anche per colpe sue. Si può soffrire contro le squadre pari, che praticano contro di noi un calcio diverso: noi siamo una squadra tecnica e non fisica, e fatichiamo a trovare la soluzione contro squadre che si chiudono. Se contro Bologna, Parma o Udinese avessimo avuto la stessa cattiveria contro Roma e Genoa avremmo potuto fare di più. Finchè vestirò questa maglia voglio vedere il Catania in alto. Trovo qualcosa di positivo nel rinvio della gara col Cesena: avremo modo di preparare la gara con la Juve con più calma, gli infortunati avranno più tempo per recuperare come i nuovi arrivi potranno integrarsi meglio».
KOSICKY «Complimenti a lui, per lui non era facile giocare così dopo tanto tempo tra le riserve. Quando si semina bene si raccoglie bene, lui ha seminato ed è un ragazzo serio ed educato. Mi piace parlare a livello di collettivo e sono contento quando un ragazzo si toglie simili soddisfazioni, soprattutto dopo aver giocato poco».
TATTICA «Negli ultimi anni ho sempre giocato nella difesa a quattro. Per giocare a tre bisogna avere i giocatori giusti, e ultimamente l’abbiamo praticata discretamente. E’ anche vero che a partita in corso la difesa a tre può diventare a quattro e viceversa, tutto dipende anche dalla partenza che si ha in partita».
JUVENTUS «A Torino ho tanti amici e persone care. Devo solo ringraziare la Juventus, è stato un onore e un privilegio fare otto anni in una grande squadra. C’era l’idea di chiudere la carriera lì, è normale fare pensieri simili: l’anno scorso in modo sereno e pacifico siamo arrivati ad una scelta, la Juve mi ha detto con chiarezza che preferiva puntare sui giovani e che non rientravo più nei piani tecnici. Vincere allo Juventus Stadium? Perché no. Io voglio entrare nella storia, è una partita importante per la classifica ma possiamo farne anche un ricordo per i tifosi. Noi non abbiamo niente da perdere, la Juve è in testa e non ha ancora perso, ma deve prendere la partita in modo serio, perché con il Catania si rischia. E’ anche vero che il Catania ha concesso qualcosa agli avversari, spero che ci sarà più attenzione sabato. Sarà una bella partita secondo me, a prescindere dal risultato, ma la cosa a cui penso di più in questo momento è proprio il risultato e non certo il numero di gol che incasseremo. In questo momento si sta esaltando il lavoro ottimo di Conte e la grande ascesa della squadra è accompagnata dalla costruzione del nuovo stadio, ma la Juventus sta raccogliendo quello che è stato seminato in questi anni, anche da parte di coloro che hanno giocato in serie B sposando il percorso tracciato dall’allora presidente Cobolli Gigli: lui disse che ci sarebbero voluti 5-6 anni per tornare al top, ed effettivamente dopo 6 anni i bianconeri stanno guidando il campionato all’inizio del girone di ritorno».
LA DELUSIONE E IL RITORNO IN BIANCONERO «Tra le due fasi della mia carriera in bianconero ci sono state delle differenze importanti. Quando arrivai alla Juve (nell’estate del 2003, ndr) pensai di essere giunto al punto di arrivo, e la trattativa di mercato che c’era stata mi fece pensare di essere diventato un fenomeno, di non dovermi guadagnare più nulla: andare in una grande squadra invece altro non è che un punto di partenza. Sono poi tornato in bianconero avendo quel qualcosa in più che non avevo al primo arrivo. Nei due anni lontano da Torino la mia vita è cambiata, ho conosciuto Gesù e ho capito le cose più importanti. Io non credo mai al caso e non ci credo a maggior ragione in merito a questa mia esperienza: se la Juve non fosse finita in serie B, se fosse ancora quella di Moggi e Capello, non sarei mai tornato in bianconero e non avrei mai avuto la possibilità di riscattarmi con quella maglia. Io guardo a Calciopoli come ad un piano divino: tale episodio si è verificato una volta sola, e Dio ha creato quelle condizioni per cui potessi proseguire la mia crescita in tale squadra».
BERGESSIO
PARTITA «Segnare anche a Buffon? Lo spero. Sarà una grande partita, la Juve non ha ancora perso quindi ci vorrà un’ottima prova. Battere la Juve non sarà facile, dovremo essere compatti e concentrati, e avere la stessa cattiveria come contro il Genoa. Contro le grandi squadre siamo sempre riusciti a fare prestazioni importanti, anche grazie alle motivazioni. La Juve è indubbiamente più forte rispetto all’anno scorso. Il contropiede sarà un’arma fondamentale».
MOMENTO PERSONALE «E’ importante sfruttare le occasioni che si hanno, sono stato più sereno sotto porta ultimamente dopo i tanti errori contro la Roma. Il mister è sempre stato sereno con noi, anche nell’ultimo periodo in cui concretizzavamo poco: tra l’altro quando si vince e quando si perde lo si fa sempre in undici. Io a 13 gol? Posso arrivarci, e se la squadra ti aiuta si segna meglio».
BARRIENTOS «Siamo stati compagni al San Lorenzo e abbiamo anche segnato tanti gol insieme, quindi la nostra intesa è naturale».
MAXI LOPEZ «Gli ho fatto i complimenti dopo il gol di Udine, e anche lui mi ha mandato un messaggio dopo la nostra vittoria di domenica».
Domenica AlbinoLeffe-Lecce e Cremonese-Trapani: chi la spunterà tra giallorossi e granata?