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Cinque punti, frutto di una vittoria, due pareggi e quattro sconfitte; cinque gol fatti e ben undici subiti. Recita così il ruolino di marcia del Catania dopo la disputa delle prime sette giornate del campionato. Non certo un cammino entusiasmante per una squadra che l'anno scorso concluse il torneo all'ottavo posto in classifica, piazzandosi davanti alla blasonata Inter. Il motivo di questo inizio lento è facile da intuire; tanti volti nuovi, condizione atletica non ancora al top, schemi di gioco da assimilare. Il presidente Pulvirenti e il tecnico Rolando Maran sono tranquilli e fiduciosi poiché sanno di avere in mano un potenziale tecnico non indifferente.
Per una squadra profondamente rinnovata come quella rossazzurra era prevedibile un inizio un po' sottotono, in attesa del tanto sperato rilancio in grande stile che passa dalle partite contro Cagliari e Sassuolo, prima di buttarsi nelle sfide in casa di Juventus e Napoli.
C'è da dire però che buone trame si erano intraviste alla prima uscita contro la Fiorentina. Nonostante la prova di forza espressa dalla squadra di Montella, la "ciurma" di Maran si era ben comportata e nel secondo tempo, nel momento di maggiore flessione dei viola, e aveva avuto l'opportunità per pareggiare i conti.
Ben diversa invece è stata l'impressione data nel primo appuntamento casalingo contro l'Inter. Un gruppo distratto da fastidiose voci di mercato non è riuscito ad esprimersi sui propri livelli, cedendo per 3-0 ai nerazzurri di Mazzarri.
Poi finisce il mercato, si chiude la "telenovela" Barrientos (che per 24 ore ha lasciato con il fiato sospeso l'intera piazza) e si pensa solo ed esclusivamente al calcio giocato. Si va a Livorno con l'obbiettivo di ottenere i primi punti e invece si torna a casa a mani vuote, Andujar e Bellusci salgono sul banco degli imputati per gli errori grossolani che spianano la strada al trionfo di Paulinho e compagni. La domenica successiva il Parma riesce a strappare via un punto dal "Massimino", ancora non si vede alcuna trama di gioco e i tifosi iniziano giustamente a "brontolare". L'impegno in casa della Lazio non è certo il miglior viatico per iniziare a risalire la classifica. L'1-1 iniziale si trasforma inesorabilmente in un secco 3-1 per la squadra di Petkovic.
Il Catania è distrutto, sfiancato dalle critiche di parte della tifoseria e della stampa nazionale, che vede già i rossazzurri come sicuri candidati alla retrocessione. Il presidente Pulvirenti rassicura tutto l'ambiente e in conferenza stampa afferma che "la vittoria sarà la panacea a tutti i nostri mali". Plasil e il ritrovato Castro confezionano il 2-0 ai danni del Chievo Verona e risollevano il morale della truppa.
Ma da ora in poi si deve guardare al futuro con fiducia. L'1-1 di una settimana fa con il Genoa non ha minimamente destabilizzato l'ambiente. I giocatori hanno dimenticato l'ottavo posto della scorsa stagione e stanno sudando e lavorando duramente per prepararsi alla sfida con il Cagliari. I sardi probabilmente torneranno a casa loro (si attende l'ok da parte della Commissione che dovrà dare parere positivo riguardo all'agibilità dello stadio ''Sant'Elia'') e vorranno festeggiare con una vittoria, ma gli etnei sono pronti a irrompere sulla scena e rovinare tutto.