




Il Catania di Rolando Maran riprende già oggi l'attività a Torre del Grifo dopo il successo in rimonta di ieri sera contro l'Atalanta al "Massimino". É quindi già tempo di pensare al prossimo scoglio per i rossazzurri, il Bologna di Stefano Pioli, contro cui la vittoria manca dall'Epifania del 2010. Vediamo quali possono essere i confronti tra singoli giocatori per reparto delle due squadre.
DIFESA: MIKAEL ANTONSSON-NICOLAS SPOLLI
Entrambi potrebbero chiudere in Italia la loro carriera ad alti livelli. Antonsson, arrivato nel Bel Paese l'anno scorso, sta mettendo al servizio del Bologna la propria esperienza alcune stagioni di lustro in Danimarca al Copenhagen, con la vittoria di tre campionati nazionali consecutivi e la qualificazione alla Champions League 2010-2011, disputata egregiamente dalla formazione di Solbakken che impose il pari in casa al Barcellona.
Discorso diverso per Spolli, che con la prestazione e il gol di ieri ha aumentato non solo la propria media voto stagionale, ma anche l'attenzione su di lui da parte degli addetti ai lavori. In silenzio è diventato uno dei leader carismatici della squadra. La loro statura li rende sempre pericolosi sulle palle alte.
CENTROCAMPO: ALESSANDRO DIAMANTI E PABLO BARRIENTOS
Uomini di trequarti, di fantasia, anche se con caratteristiche tecniche e soprattutto atletiche completamente diverse. Diamanti è piú solido a livello fisico, ha un passo maggiore e attacca di piú gli spazi, l'argentino rossazzurro ha una vena fantasiosa invidiabile nelle sue giornate di grazia e migliora la propria intelligenza tattica giorno dopo giorno nella veste di rifinitore dalla trequarti.
Hanno il senso tattico del numero 10, e con margini diversi vantano un crescente radicamento nella serie A dopo percorsi di carriera diversi: "Alino" Diamanti cinque anni fa giocava in C2 con il Prato e fino all'estate del 2009 guadagnava il minimo sindacale al Livorno, prima dell'esperienza breve, ma non per questo negativa, in Premier League con il West Ham di Zola.
Un grave infortunio al ginocchio ha rallenato invece la carriera del "Pitu", compagno di Messi nella nazionale argentina Under 20. I primi due anni a Catania, tra recupero dall'infortunio, ambientamento e scelte tecniche, sembravano risolversi in un silenzioso ma inequivocabile flop: la brillante prestazione di ieri, con tanto di gol della vittoria, è stata l'ennesima smentita.
ATTACCO: ALBERTO GILARDINO E GONZALO BERGESSIO
La loro presenza in campo coinciderá con la gara tra due modi di intendere la figura dell'attaccante totalmente differenti. Due modi che vanno a nozze con la struttura tecnico-tattica delle rispettive compagini. Un autentico uomo d'area contro una punta atipica, che pone l'intensità alla base del proprio continuo lavoro fisico e di movimento lungo tutta la porzione di campo avanzata.
Gilardino sembra aver ritrovato la giusta dimensione dopo l'appannamento negli ultimi due anni, concretizzatosi con la chiusura in calando alla Fiorentina e i sei mesi non memorabili al Genoa. Con i felsinei ha giá segnato tre gol in tre gare, e puó rimpinguare il suo score stasera nel posticipo con il Siena.
"El Lavandina" punta quest'anno a chiudere in doppia cifra nel nostro campionato, dove vanta un massimo stagionale di sette reti. É palese che non sia un rapace del gol, ma il suo ardore agonistico e il suo oneroso lavoro tattico meritano ben altro.
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