



Palermo: a Siena quarto risultato utile consecutivo, con Iachini trovata la 'retta via'?
LICATA: STOP NELLA TRATTATIVA PER CEDERE IL CLUB, FALLIMENTO DI NUOVO AD UN PASSO
Eccellenza B: ''Top&Flop'' della 7^ giornata
Serie D: ''Top&Flop'' dell’8^ giornata
Si chiude, su Golsicilia, l’appuntamento settimanale con il film del campionato rossazzurro. La scorsa settimana abbiamo raccontato della striscia positiva del Catania dalla 20^giornata fino alla 30^, intervallata solo dall’ immeritata sconfitta di Torino contro la Juventus. Adesso vi illustreremo l’ultima parte di campionato, quando i rossazzurri, forti dei loro oramai consolidati 43 punti, ottengono nei restanti 8 match una vittoria, due pareggi e cinque sconfitte, compromettendo irrimediabilmente l’ingresso in Europa. Succede anche che il 23 Aprile, l’oramai ex amministratore delegato, Pietro Lo Monaco, in conferenza stampa annuncia le proprie dimissioni dalla società etnea dopo quasi 8 anni di lavoro insieme. Possibilmente la squadra risente dell’annuncio del direttore e statistiche alla mano, dopo quella conferenza, sarà un caso, ma il Catania non vinse più.
La 31^giornata ci regala una Chievo – Catania che poteva tranquillamente essere un remake della sfida salvezza, sul filo di lana, di qualche anno fa che permise ai rossazzurri di restare in Serie A a scapito proprio dei “mussi volanti”. Il Catania parte bene e determinato ma quasi subito, al 18° minuto del primo tempo, Spolli si fa buttare fuori facendo rimanere il proprio team in dieci. Il Chievo, allora, prende il pallino del gioco e vince per 3-2 ma non senza fatica. Dopo aver affrontato la squadra di Verona, il Catania si ritrova tra le mura amiche contro il Lecce che lottava per non retrocedere. Partita esaltante per i rossazzurri che riescono ad andare in vantaggio con Bergessio e che sfiorano più volte il raddoppio. Quando la partita s’incanalava verso la conclusione accade che il Lecce con uno strepitoso uno - due tra il 90' ed il recupero mette k.o. incredibilmente il Catania, anche a causa dell'espulsione di Carrizo, per aver deriso l’arbitro con una battuta di mani (stile Sneijder in un non lontano derby di Milano di qualche anno fa), appena dopo la rete del pari salentina.
La battuta d’arresto contro una concorrente alla salvezza come lo era il Lecce fece pesare quella settimana al team rossazzurro che tra la delusione dei tifosi e le tempeste interne alla società che si stavano prospettando la squadra avesse sempre meno la testa al campionato. Segue una settimana che purtroppo sarà lunga data la morte del giocatore del Livorno Pier Mario Morosini che come un fulmine a ciel sereno sconquassa il mondo del calcio riportando tutti sulla terra e rammentando ad ognuno di noi la propria vulnerabilità. Per dimenticare la sconfitta col Lecce ci vorrà la vittoria contro la lanciata Atalanta con un 2-0 che arriva non attraverso il bel gioco ma grazie alla concretezza sotto porta dei giocatori rossazzurri che approfittano di un grande gol di Gomez per sbloccare l’incontro. Finalmente torna la vittoria, ma purtroppo sarà l’ultima della stagione dato che dopo i nerazzurri di Bergamo il giocattolo Catania avrà delle continue battute d’arresto e, primo tempo di Palermo con partita di Roma a parte, non funzionerà più come il piccolo Barça d’inizio stagione.
Intanto, come prima dicevamo, arrivano dopo qualche giorno dalla partita contro l’Atalanta, le dimissioni di Lo Monaco che, a dir la verità, non lasciano sorpresi giornalisti e tifosi. Si recupera intanto la 33^giornata e il Catania cade nuovamente, stavolta travolto da un grandissimo Cagliari che schianta per 3-0 i rossazzurri nella settimana che porta al “derby di Sicilia”. La partita contro il Palermo, quest’anno più che mai, comporta un cambio di gerarchia tra le due compagini siciliane, col Catania che continua la propria serie positiva contro i rosanero (grazie al pari ottenuto: 1-1 rete di Legrottaglie e poi Miccoli nel secondo tempo) e che addirittura li scavalca nella classifica finale, confermando la propria supremazia isolana durante l’anno.
A tre partite dalla conclusione del campionato il Catania può festeggiare l’ennesima salvezza. Ci saranno ancora le restanti partite, tra cui due in casa, a decretare se i rossazzurri riusciranno, o meno, nell’impresa di raggiungere quota 50, obiettivo desiderato dal presidente Pulvirenti ad inizio stagione. Le partite, in casa, contro Bologna (1-0 per gli emiliani grazie a un gran gol di Ramirez) e Udinese (2-0 per i friulani che all’ultima giornata conquistano il posto in Champions) risultano disastrose sia sotto l’aspetto del punteggio, due brutte sconfitte, che sul piano del gioco. Tra queste due debacle c’è di mezzo la sfida contro i rivali giallorossi della Roma all’Olimpico che potremmo considerare come l’ultimo ruggito della piccola ma grande rivelazione Catania di quest’anno e della gestione Montella. I giallorossi impattano contro i rossazzurri per 2-2 in una partita ricchissima di emozioni e di occasioni da ambo i lati. Da ricordare il rigore parato da Carrizo a Totti ad inizio primo tempo e il gran gol di Marchese a coronamento di una stagione magica.
Finita la stagione con la migliore prestazione di sempre nella massima serie, per quanto riguarda i punti che sono ben 48 e col record di stagioni consecutive in Serie A, ben sette, il Catania cambia pelle per la prossima stagione. Dopo la presentazione del nuovo organico dirigenziale, composto da Gasparin, Salerno, Bonanno, viene presentato a stampa e tifosi il nuovo allenatore rossazzurro: Maran. Non è mai facile riconfermare ciò che vien fatto di buono dopo che si è passati da un’annata come quella scorsa finita a suon di record, ma proprio perché si parte già da delle certezze bisogna credere che qualcosa di buono possa avvenire.
Tutti i tifosi etnei rimettono le proprie speranze per la prossima stagione in mano ai loro nuovi direttori d’orchestra, affinché la settima sinfonia rossazzurra sia quella giusta per aprire ad una città come Catania i palcoscenici d’Europa.