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Il riscatto è arrivato: dopo la deludente sconfitta di Bologna, i rossazzurri hanno dato dimostrazione di esserci vincendo contro il Parma al “Massimino”. Gli etnei, dopo aver siglato la rete dell’immediato vantaggio al primo minuto di gioco, hanno sofferto per circa un tempo le giocate offensive, anche se sterili, dell’avversario che poi nella ripresa si è spento per lasciare spazio al solito grande Catania che da spettacolo con le giocate dei suoi artisti del reparto avanzato.
Ricordiamo che questo per i rossazzurri è il settimo campionato consecutivo in Serie A: con l’oramai battuto record delle sei stagioni consecutive di fila che risaliva agli anni sessanta, dal 1960-61 al 1965-66. Lo scorso anno il Catania conquistò il record di punti in un campionato della massima serie grazie all’undicesimo posto ottenuto, miglior piazzamento da quando è risalito in Serie A.
Con 11 punti in sette giornate di campionato il Catania si ritrova con un bel più due in classifica rispetto alla scorsa stagione di campionato, quando la squadra era guidata da Montella. Appena due i pareggi maturati al momento, frutto di partite dove il Catania ha avuto la possibilità di vincere convincendo parecchio: stiamo parlando del match contro la Roma, allo stadio "Olimpico", alla prima giornata e di quello contro il Napoli, viziato dall’espulsione di Alvarez al primo minuto di gioco. Nella scorsa stagione i pareggi furono ben 15 e insieme alla Juventus fu la squadra che fece spuntare il segno “X” con maggior frequenza nei propri match.
Con 9 reti all’attivo, realizzati in quest’inizio di campionato, i rossazzurri, con la media di 1.3 reti a partita, si piazzano alle spalle delle grandi che hanno segnato appena di più. Con 11.9 di media tiri a partita, gli etnei si piazzano a metà classifica per quanto riguarda le conclusioni realizzate durante i match: possiamo vedere da questi dati che gli uomini di Maran hanno concretizzato poco la mole di occasioni create essendo poco cinici sotto porta, anche se la vittoria col Parma ha fatto notare qualche progresso in tal senso.
Con gli 11 gol subiti, invece, il Catania risulta una delle difese più battute della nostra Serie A: incide qui fortemente il pesante 4-0 rifilato dal Bologna. A dimostrazione del fatto che gli uomini di Maran, rispetto alla stagione con Montella, stiano facendo meno possesso palla, arrivano i dati statistici che dicono che i rossazzurri hanno totalizzato solo la media di 22':06" di gestione risultano una tra le squadre che tiene meno la sfera di gioco tra i piedi questo, da come abbiamo potuto vedere in campo, è dovuto alle verticalizzazioni su Bergessio che tendono a scavalcare molte volte il centrocampo.
Infine, direi incredibilmente, possiamo notare che il Catania è una delle squadre con minore supremazia territoriale con appena 07':45" di media che rispetto allo scorso anno è di molto inferiore. Nonostante questo i rossazzurri sono bravi nel pressare l’avversario quando vengono attaccati e a ripartire con giocate veloci che con quel trio offensivo, lì davanti, possono essere letali per chiunque. Fortunatamente, la media dell’indice di pericolosità del Catania è di 46.0: questo sta a significare che gli etnei nonostante si lascino schiacciare dall’avversario spesso e volentieri, quando attaccano lo fanno in maniera pericolosa ogni qualvolta che si crea l’occasione che da quanto possiamo vedere sono situazioni frequenti nel corso dei match.