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Siamo ormai alla vigilia del derby di domani sera tra Palermo e Catania e Golsicilia.it continua a dar voce agli addetti ai lavori per la partita più attesa della stagione per le due rappresentanti della Sicilia in serie A. Ai nostri microfoni è intervenuto Luigi Chiavaro, attuale ds del Misterbianco (Eccellenza, girone B) ma soprattutto detentore di un record tanto curioso quanto lusinghiero: è tuttora il catanese ad aver disputato il maggior numero di partite in campionato con il Catania, 134 gare dal 1974 al 1981.
Innanzitutto le chiedo una battuta sul momento che sta attraversando il suo Misterbianco in campionato.
«La squadra era partita molto bene, purtroppo abbiamo avuto una flessione nelle ultime quattro partite, ci può stare ma ora cercheremo di recuperare. L’obiettivo è quello di fare un campionato tranquillo».
Come valuta al momento il Catania sul piano del gioco? Si aspettava questa situazione di classifica, con il sesto posto a 19 punti?
«Il Catania alla fine non ha cambiato nulla, è rimasta l’inteleiatura dell’anno scorso. Considerando i giocatori che formano lo stesso gruppo per il secondo anno nonché l’esperienza e la maggior conoscenza tra i giocatori stessi mi aspettavo questa partenza».
Quale partita prevede domani sera a Palermo, in un ambiente caldo e contro una squadra che deve uscire da una situazione di classifica deficitaria?
«Indubbiamente il derby è sempre un derby, c’è sempre qualcosa di più che in altre partite. Spero che non succeda nulla di particolare sugli spalti, sul campo sarà una gara difficile per entrambe le squadre: il Palermo cercherà la vittoria a tutti i costi, il Catania può inseguire i tre punti affidandosi alle ripartenze».
Secondo lei, quali giocatori e quali aspetti possono essere decisivi domani sera?
«Io sono sempre stato dell’idea che nella squadra tutti possono fare qualcosa di importante e non solo un elemento, il singolo può poco o nulla se la squadra non gira. Quanto agli aspetti, dò primaria importanza a quello mentale: il Palermo si trova in una situazione difficile, con la piazza che rumoreggia e non è contenta, per cui una vittoria sarebbe importante per cominciare a tirarsene fuori».
Lei è stato il giocatore catanese con il maggior numero di presenze in campionato con il Catania. Saprebbe dirci il suo più bel ricordo in assoluto con la maglia rossazzurra?
«Sicuramente la promozione in serie B nel campionato ’79-’80, dopo tre stagioni in serie C in cui cercavamo il salto di categoria. Ricordo con piacere anche il momento dell’esordio in prima squadra».
Si sente di fare un pronostico?
«Il derby è sempre una partita particolare, può risolversi in una vittoria delle due squadre come può finire in pareggio. L’importante, come ho detto prima, è davvero che non succeda nulla sugli spalti e che tra le tifoserie di Palermo e Catania ci sia buonsenso, forti di una crescita mentale e di gruppo».

