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Come ogni mercoledì su Golsicilia.it arriva il momento del confronto con il giornalista Antonio Costa, corrispondente da Catania per Radio Sportiva e conduttore della trasmissione televisiva “Forza Catania”, in onda il giovedì sera sull’emittente Sestarete (ch. 215 del digitale terrestre). Piatto forte del confronto è ovviamente il derby di domenica, con le considerazioni sul momento attuale dei rossazzurri e sull'importanza del match sotto i vari aspetti, con uno spazio finale per il colpo Leto.
Ovviamente partiamo dal pareggio contro il Chievo, con una prova incolore. Hai sempre prestato molta attenzione al traguardo europeo, ma a questo punto pensi che le probabilità di farcela si siano drasticamente ridotte?
«Con la stessa onestà delle ultime settimane, ti dico che mi piacerebbe vedere la squadra centrare la qualificazione in Europa ma anche che le possibilità di farcela sono diminuite. Nonostante ciò, ieri Barrientos in conferenza stampa ha detto che il punto di Verona, contrariamente a quanto ci si aspettava, ha comunque permesso di avvicinarsi alle concorrenti in classifica: nell’ambiente rossazzurro c’è l’intenzione di inseguire l’obiettivo fino alla fine e giocarsela nelle ultime 2-3 giornate, quando si dovranno affrontare avversarie che quasi sicuramente non avranno più nulla da chiedere al campionato come Sampdoria, Pescara e Torino. Continuare a sognare non costa nulla, ma realisticamente le probabilità non sono più tantissime, sebbene comunque Lazio e Roma abbiano impegni proibitivi nel calendario che rimane mentre l’Inter sia totalmente scoppiata. La continuazione della corsa europea dipende sicuramente dalla vittoria nel derby di domenica, e se non dovessero centrare la qualificazione personalmente avvertirei un po’ di rammarico perché in ogni caso gli etnei ci andranno vicini».
Passiamo a questo punto al derby con il Palermo. Secondo te, cosa serve per battere i rosanero e in quali condizioni gli etnei si stanno avvicinando alla sfida? Ti preoccupa il trend recente delle due squadre?
«Non mi preoccupa assolutamente, anche perché io penso che il Catania di quest’anno sia dieci volte superiore al Palermo, a livello non solo tecnico ma anche psicologico. Va detto che le energie mentali dei rossazzurri sono in leggero calo, ma questo non inciderà sul derby che non voglio pensare non sia una gara importante. Se gioca come sa, il Catania farà un sol boccone del Palermo, e di questo sono pienamente convinto. Se in campo verranno espressi per intero i valori assoluti di entrambe le compagini, non ci sarà scampo per i rosanero; certo, bisognerà attendersi la loro carica agonistica per la situazione drammatica in classifica, ma anche nelle vittorie contro Roma, con diversi errori dei giallorossi, e Sampdoria non ho visto una grande grinta dei rosanero, come nella gara di domenica scorsa contro il Bologna, dove sì i rosanero hanno avuto un po’ di sfortuna e colto pali e traversa, ma i felsinei hanno praticato un buon calcio e potevano anche vincere. Sarà importante segnare per primi, come ti avevo detto già la settimana scorsa per la gara con il Chievo: andando in vantaggio, si darebbe un colpo di grazia ai rosanero».
I rossazzurri adesso sono favoriti rispetto ai rosanero, ma pensi che questo possa essere un elemento di difficoltà quando negli scorsi anni l’inferiorità tecnica ha sempre giocato un ruolo fondamentale per esaltare la determinazione e la tensione agonistica? Pensi che questo derby sia un test di maturità in tal senso?
«Non penso che si ponga questo problema, i rossazzurri oltretutto giocheranno con la mente sgombra in quanto hanno già raggiunto da tempo l’obiettivo primario. Molto dipenderà dal carattere e dal modo in cui verrà approcciata la partita, ma gli etnei giocheranno con tranquillità, consapevoli di essere superiori. Direi anche che, ovviamente solo sportivamente parlando, una volta che conta sul proprio potenziale e riesce a incanalare la contesa su binari favorevoli il Catania possa “divertirsi” a giocare “al gatto col topo” con il Palermo».
Sono noti i fatti di cronaca delle ultime due settimane a margine delle stracittadine di Roma e Genova. Pensi che per l’ambiente e le due tifoserie la gara di domenica rappresenti un’occasione per dare una dimostrazione di maturità e sportività al resto dell’Italia? Considerando anche che nel corso degli anni, episodi di violenza nel contesto nostro (vedi il 2 febbraio) e in quello delle grandi piazze hanno avuto un trattamento mediatico diverso e l’immagine delle tifoserie delle “big” ha avuto contraccolpi nulli…
«Io credo che da questo punto di vista Catania e Palermo non debbano dimostrare niente a nessuno, a quello che è successo non si può più porre rimedio, anche se le due tifoserie hanno scontato in maniera anche eccessiva le conseguenze dell’accaduto. Mi dispiace soltanto per il fatto che il derby non sia stato messo come posticipo, all’andata si giocò di sera, ma sembra che si diventi più pericolosi o cattivi giocando questa partita senza il supporto della luce. Ribadisco che non abbiamo nulla da dimostrare, abbiamo insegnato come si approccia sportivamente un derby, e se le situazioni verificatesi in altre piazze avessero avuto luogo anche in Sicilia e ci fosse stata continuità con i metri di giudizio utilizzati precedentemente probabilmente si sarebbe fatto di tutto nella direzione di far sparire le due società. Al di là del destino delle due squadre, parlando della squadra per cui tifo penso che ci meritiamo un grandissimo rispetto e che alla società sia dovuta una grande considerazione per la realtà sportiva e dirigenziale».
Per chiudere, due parole a caldo sull’acquisto di Leto.
«Ho visto qualcosina di lui, devo dire che mi ha impressionato molto. Sicuramente non mi aspettavo una simile notizia in questi giorni, anche se già Pulvirenti aveva annunciato l’acquisto di due giocatori sudamericani e a Torre del Grifo in questi giorni c’è un via vai di procuratori, compreso quello di Gomez che intende parlare con la società riguardo il futuro del proprio assistito. E’ un giocatore dalla stazza imponente (è alto 1,88), ma che sa anche essere prolifico sotto porta: se all’essere possente si accompagna la tecnica, allora abbiamo a che fare con un giocatore che può davvero risultare utile. Sicuramente questa trattativa conferma il fatto che la società abbia capito come fare calcio pensando al futuro, nonché l’ottica della crescita, per quanto l’obiettivo sia sempre quello della salvezza; la dirigenza sta già cercando, e probabilmente ha già trovato, l’elemento con cui colmare un’eventuale partenza importante in estate».
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