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Lazio-Catania è una partita che non è "andata in scena" solo in serie A. Sono tanti i confronti tra le due compagini avvenuti nel corso degli anni '80 e quasi tutti giocati in serie B, categoria dalle quali queste due piazze calde cercavano di emergere per guadagnare un posto al sole. Parleremo in tal senso di due precedenti dai differenti risvolti: uno positivo, l'altro negativo per gli etnei.
Il primo è datato 1 novembre 1981, si giocava l'ottava giornata di campionato. Il Catania, guidato in panchina da "Sor" Guido Mazzetti, era stato autore di un buon inizio con nove punti conquistati (frutto di quattro vittorie, un pareggio e due sconfitte). La Lazio, dal canto suo, cercava continuità nei suoi risultati dopo alcune sconfitte. A Roma circa 2.000 tifosi catanesi andarono a seguire la partita, che si concluse con l'inaspettato successo rossazzurro grazie a un gol siglato da Aldo Cantarutti nel primo quarto d'ora della ripresa. Quella vittoria consentì al Catania di stazionare per una domenica al secondo posto in classifica, salvo poi accusare un calo già a partire dal turno seguente. La squadra fu comunque protagonista di un'annata tranquilla, conclusa al nono posto in classifica.
Il secondo precedente di cui vogliamo parlare ha un epilogo negativo in termini di risultato finale. È la penultima giornata di campionato 1982/1983, Lazio e Catania hanno 43 punti a testa e si giocano in un drammatico scontro diretto, il secondo "pass" per la serie A dopo che il Milan aveva già vinto matematicamente il torneo qualche giornata prima. La vigilia dell'incontro è caratterizzata da alcuni tafferugli tra le due tifoserie, che avvengono dentro e fuori l'impianto capitolino. I biancocelesti hanno il dente avvelenato dopo l'episodio della gara d'andata, pareggiata dal Catania con un rigore assegnato allo scadere. Si gioca sotto un sole cocente (37 gradi) e con un tifo assordante, infatti sono ben 15.000 i sostenitori giunti dal capoluogo etneo, pronti a spingere i ragazzi di Di Marzio verso una vittoria che garantirebbe una fetta importante di serie A. Al Catania basta uscire dall'Olimpico anche con un punto, mentre la Lazio doveva fare sua la gara a tutti i costi. Il Catania dimostra di saper giocare il miglior calcio della cadetteria e mantiene il pallino del gioco per tutto l'arco dei novanta minuti. Ma nel calcio si sa, non conta solo giocare bene, ci vuole anche quel pizzico di fortuna che mancò ai rossazzurri in quella occasione. La Lazio infatti si porta in vantaggio al 12' grazie a un rigore preciso e potente trasformato da Bruno Giordano dopo un fallo subito da Ambu. Il Catania non si perde d'animo e coglie il pareggio al 25': Mastalli recupera un pallone perso da D'Amico, imbecca Cantarutti che di tacco libera Crialesi che vede uno spiraglio lasciato libero da Orsi e lo insacca siglando il gol dell'1-1. Nella ripresa però, nonostante le migliori occasioni siano ancora di marca rossazzurra (traversa di Mosti al 55') è la Lazio a passare nuovamente. Al minuto 65 il terzino Podavini sfrutta un rimpallo favorevole e il suo tiro ravvicinato colpisce Mastropasqua insaccandosi alle spalle di Sorrentino: 2-1. Il forcing del Catania produce un'altra traversa e una punizione di Cantarutti deviata in angolo dal portiere nel finale. I padroni di casa "cincischiano" facendo girare le lancette dell'orologio che al 90' segnalano la chiusura del confronto.
La Lazio vince ma succede il finimondo: sul campo parte una rissa tra i giocatori, con lo stopper Pocheschi che rifila un cazzotto a Giovanelli, sugli spalti e fuori dallo stadio avvengono pericolosi scontri tra le due tifoserie che si protraggono lungo le arterie stradali che conducono alla stazione Termini. Negli spogliatoi è una vera e propria caccia all'uomo con Massimino trattenuto a stento da alcuni dirigenti. Ai microfoni dei cronisti il Cavaliere commentò così l'accaduto: «Se dovevamo perdere a tutti i costi era meglio che ce lo dicessero prima, non saremmo nemmeno partiti da Catania. Quello che hanno fatto i giocatori laziali è stato indegno, ma quel che ha fatto Menicucci (l'arbitro, ndr) ancora di più. Se non andremo in serie A, sarà soltanto per colpa di chi comanda nel mondo del calcio».
Meno male che venti giorni dopo il Catania, tornando nel luogo del “delitto” e con 40.000 tifosi al seguito, festeggia la promozione in serie A dopo gli infiniti spareggi contro Como e Cremonese. Stiamo certi che anche sabato sarà una vera e propria battaglia agonistica tra queste due squadre, che vogliono ottenere un piazzamento in Europa e cercheranno di far loro lo scontro diretto.
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