Catania-Pescara: il gol e le polemiche
Nel 2002 la sfida con gli abruzzesi decise la promozione in B
Catania-Pescara sarà un'occasione di festa, una serata di grande calcio in cui si celebrerà la stagione dei record in casa etnea. La città sportiva si stringerà in lungo abbraccio con i propri beniamini, che sono stati protagonisti di un'annata straordinaria, mancando per un soffio un piazzamento che avrebbe significato l'accesso alle coppe europee.
Si respirò un clima di grande festa anche in occasione di in un'altra partita giocata contro il Pescara esattamente undici anni fa. Era il 26 maggio 2002 e nell'allora stadio Cibali le due compagini si giocarono l'accesso alla finale play off per la promozione in serie B.
All'andata sotto il diluvio dell'Adriatico il Catania giocò una buona gara ma uscì sconfitto nel finale e dunque doveva a tutti i costi sfruttare la gara di ritorno, e in particolare il fattore casalingo, per ribaltare il risultato della prima partita e accedere alla finale. Uno stadio gremito in ogni ordine di posti (circa 25.000 i presenti) e un caldo torrido fecero da cornice al match. La gara non fu spettacolare proprio a causa del clima afoso, per cui si giocò a ritmi piuttosto bassi, con il pubblico che spingeva il Catania verso il gol mentre il Pescara difendeva la preziosa segnatura dell'andata e si affidava per lo più ad azioni in contropiede. Sul finire della prima frazione avvenne l'episodio che decise l'incontro e la posta in palio: Cordone colpì di testa un pallone all'indirizzo di Eddy Baggio il quale servì Cicconi, ben smarcato ma in posizione di fuorigioco, che con un tiro rasoterra infilò il portiere avversario, siglando l'1-0 in favore dei rossoazzurri. Subito dopo il gol si accesero le vibranti proteste dell'intera squadra pescarese che contestò la validità delle rete a causa della posizione irregolare in cui si trovava l'attaccante del Catania al momento del tiro. L'arbitro Bergonzi, dal canto suo, rimase fermo sulla sua decisione e assegnò il gol al Catania. Dopo il duplice fischio del direttore di gara, che decretò la fine del primo tempo, accadde il finimondo. Molti giocatori si azzuffarono nel sottopassaggio e volarono parole grosse tra il patron del Catania Luciano Gaucci e alcuni dirigenti del club abruzzese.
Al rientro dagli spogliatoi i nervi furono parecchi tesi per l'episodio che avrebbe deciso in pratica l'intera stagione delle due squadre. Alla fine della partita fu il Catania a festeggiare l'accesso ai play off (a parità di reti segnate valse il piazzamento migliore in campionato), mentre il Pescara uscì dal campo a testa bassa e cantando vendetta per gli errori arbitrali che lo sfavorirono.
CATANIA-PESCARA 1-0 (26 maggio 2002, gara di ritorno delle semifinali play off, campionato C1-B)
CATANIA (4-4-2): Iezzo, De Martis (88' Minieri), Zeoli, Breda (60'st Bussi), Pane, Baronchelli, Baggio (69' Kanjengele), Cordone, Cicconi, Bonomi, Fini . A disp.: Fiorentini, Lolli, Amoruso, Lasme. All.: Graziani.
PESCARA (3-4-3): Santarelli, Rossi, Antonaccio, Sbrizzo, DiFabio, Croce (69' Tisci), Palladini, Suppa, Fanesi, Puccinelli (78' Apa), Stella (76' Da Rold ). A disp.: Addario, Mastrucchio, Zanetti, Ruscitti. All.: Iaconi.
ARBITRO: Bergonzi di Genova
MARCATORI: 45' Cicconi (C)
NOTE: giornata soleggiata, terreno in ottime condizioni, ammoniti: De Martis, Bonomi (C), Sbrizzo, Palladini (P), espulso al 90' l'allenatore del Pescara Iaconi per proteste; spettatori: 25.000 circa
Gabriele Mirabella 10/05/2013
© RIPRODUZIONE RISERVATA